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Come costruire il tuo Personal brand con il blog

Per sviluppare il tuo Personal brand devi utilizzare al meglio 4 strumenti fondamentali: il blog, la newsletter, la condivisione sui social e il tuo stile. Miscelali come solo tu sai fare e diventerai unico, in ogni tua espressione.

Come creare il tuo Personal brand utilizzando il blog di copywriter.
Costruisci la tua presenza online con il blog

I social network fanno il loro lavoro. La loro primaria azione è convincere gli utenti che i loro spazi sono il migliore luogo in assoluto dove trascorrere il maggior tempo possibile della vita degli stessi utenti.

Il resto sono dettagli tecnici, stringhe di codice da compilare alla svelta dagli addetti ai lavori.

Ma oltre i social esiste altro. C’è tutto il mondo online che li ha preceduti, ancora floridissimo e soprattutto efficace a costruire la tua presenza online.

Ti sto parlando del blog, dell’attività di creazione di contenuti utili, del Copywriting, di newsletter e di tutte le attività di promozione e condivisione che di qui ne conseguono. Una fra tutte quella condotta sui social.

Sei pronto allora? In questo articolo ti illustrerò come secondo me va portata avanti la strategia di costruzione della propria presenza online, il mitico Personal brand, utilizzando strumenti tanto semplici quanto collaudati e che sicuro conosci molto bene.

Dunque, mettiti comodo e seguimi.

Perché costruire la tua presenza online?

La risposta a questa domanda è un’altra domanda.

Preferisci rimanere ghostwriter a vita, oppure vuoi essere percepito come un Copywriter competente, autorevole, e ricercato per ciò che fai?

Non ti chiedo la risposta. Se sei qui, la conosco benissimo.

Freelance non significa Ambulante.

Puoi scrivere per chi vuoi, per qualunque azienda tu desideri, ma forse un luogo in cui raccogliere i tuoi pensieri, i tuoi contenuti personali e le esperienze professionali, forse di un luogo così ne hai davvero bisogno.

Non ti sto parlando dello spazio memoria dove allocare le tue risorse digitali. Di questo ne parleremo dopo, a proposito del blog.

E non ti parlo nemmeno del Copywriting in particolare. Di fatto, qualunque professionista dovrebbe lavorare prima di tutto sulla percezione che offre di sé al pubblico a cui intende rivolgersi.

Ti sto parlando di quello spazio virtuale che non risiede all’interno di un hosting geograficamente collocato chissà dove, ma che vive in perenne sviluppo nella mente dei tuoi lettori.

È all’interno della sua testa che avviene la sintesi di tutto il materiale che gli fornisci sotto forma di atteggiamenti, contenuti, interazioni, messaggi, immagini, servizi e prodotti.

In ultima analisi il Brand non sei tu, ma è ciò che i tuoi lettori vedono in te. E se vuoi che vedano qualcosa di interessante, è fondamentale che tu fornisca loro strumenti e ottiche della migliore qualità. E soprattutto che tu riesca a motivarli a utilizzarli e continuare a cercarti per soddisfare i propri desideri.

Il blog concretizza la tua presenza online. È il primo passo per rendere davvero credibile la tua identità professionale,

Cos’è il Personal brand?

Le definizioni di personal brand sono davvero infinite. È sufficiente leggere un qualunque testo sul tema, blog e addirittura commenti sui social per raccogliere volumi di frasi esotiche e affascinanti che descrivono la questione del brand.

Per quanto mi riguarda, la definizione che fino a questo momento trovo più vicina al mio modo di pensare è quella che ho letta riferita a Jeff Bezos:

Il Personal brand è ciò che dicono di te le persone quando esci dalla stanza.

Alla fine, comunque, si tratta di sfumature. Questa definizione mi piace perché è sintetica, forse anche troppo, ma arriva diretta al punto.

Una volta che ti sei chiusa dietro la porta, le persone penseranno ogni cosa di te. Faranno commenti sul tuo aspetto fisico, su come ti sei messo a sedere e se hai accavallato le gambe, sul timbro della tua voce, ma anche come l’hai utilizzata, questa voce.

Se sei stato garbato e gentile con i loro figli, e se hai ispirato serenità negli anziani. Se sei stato autorevole, se hai dimostrato competenza in ciò che raccontavi, e se sei padrone della materia di cui hai dichiarato di essere esperto.

Discuteranno pure sulla tua reputazione, confrontandosi sulle rispettive esperienze avute con te, cercando di capire se di te ci si può fidare o meno.

Non dimenticare poi che saranno anche molto colpiti dalla tua calma nell’affrontare le discussioni e dalla capacità di trovare soluzioni alterative ai problemi. Di essere propositivo, sorridente e pure divertente, mai invadente, contraddittorio, musone o antipatico.

Non sottovalutare il valore della sincerità. Se non lo sei stato, prima o poi nei loro discorsi, al 100%, questo punto uscirà fuori. E allora non farai sicuro una bella figura.

Fra loro commenteranno anche quanto le tue azioni sono state coerenti con ciò che hai affermato. Se hai cambiato spesso opinione perderai molti punti. Se hai sostenuto con fermezza la tua linea di pensiero invece, sicuramente, dovrai ampliare il tuo medagliere.

E poi sarai davvero entrato nei loro cuori, di grandi e piccini, se sarai riuscito ad ascoltarli, a mostrarti sempre utile. A parlare di loro attraverso i loro stessi desideri che hai raccontato loro.

Apprezzeranno anche se hai confidato cose tue personali, piccoli aneddoti, ma sempre in funzione della loro persona, per fare intendere che sei lì, accanto, presente, che dentro conservi anche parti loro e gliele racconti con cura.

Infine, parleranno di te con ironia e sarcasmo. Molta ironia e sarcasmo, se ti sei messo su un piedistallo. Tu forse non te ne accorgerai mai. Ma sarà così, e ti sarà molto difficile riabilitarti qualora ne diventassi consapevole.

Ecco, di te discuteranno a proposito di tutte queste cose. Ad alcuni piacerai moltissimo, e saranno quelli che si alzeranno dalla sedia all’istante per seguirti ovunque tu vada.

Ad altri invece, mi spiace dirtelo, non sarai piaciuto per niente e ti dimenticheranno in pochi minuti. Altri ancora, molto probabilmente parleranno male di te e tenteranno di convincere i loro vicini che vali davvero poco.

Ma non si può garbare a tutti. La vita online è parallela a quella fisica, ma non diversa.

Pretendere di piacere a tutti è una sfida persa in partenza.

Il tuo Personal brand è la sfida che ti devi porre. Con ciò che sei, che hai imparato a essere e che diventerai. Devi motivare a stare attorno a te.

Non devi convincere le persone a seguirti nei tuoi percorsi e ragionamenti. Devi offrire loro valide ragioni per farlo di loro iniziativa.

E ora passiamo alle cose pratiche. Seguimi, ti dico come secondo me puoi costruire il tuo Personal brand con il blog e la scrittura.

Crea subito il tuo blog di copywriter

Non perdere tempo in inutili attese.

Il blog deve diventare casa tua. Il luogo che ti rappresenta, che contraddistingue in maniera univoca ciò che fai.

Non trascurare questo aspetto fondamentale, aderendo passivamente alle aspettative dei social network che ti vorrebbero sempre attivo sulle loro pagine, in sfida perenne con i loro algoritmi.

Non costruire la tua presenza online su terreni in affitto. Potresti sentirti scivolare i piedi in qualunque momento.

Non perderti in infiniti corsi di formazione per crescere sui social. Segui piuttosto corsi su come posizionare il tuo sito nei motori di ricerca, oppure di scrittura e Copywriting, oppure semplicemente su come utilizzare al meglio WordPress.

Il blog è tuo, e quando conservi fisicamente in casa almeno un paio delle sue copie in formati diversi, sei al sicuro da qualunque evento: terremoti, incendi, algoritmi.

Ci vuole tempo. Questo sì. Il blog non è il tutto e subito che dichiarano di offrire i social.

È un lavoro di posizione. Di convinzione, ovvero: se non sei convinto di volere arrivare dove vuoi arrivare, molto probabilmente ti perderai per strada.

Le statistiche dei siti sono feroci. Soprattutto quelle del periodo iniziale. Non perdonano. Anche quando ti sembra di fare tutto per bene, Google ti mette alla prova con 2/3 visualizzazioni al giorno, con un posizionamento che non arriva mai, con il confronto con i tuoi concorrenti che ti demotiva e ti dice di mollare tutto e non rinnovare più il tuo dominio web.

Metti da parte almeno 6/9 mesi in cui non vedrai niente di ciò che ti aspetteresti, o davvero poco.

Se l’indicizzazione su Google delle tue pagine richiede da pochi giorni a un mese, i primi posizionamenti significativi in SERP, per i siti nuovi o che hanno beneficiato di un restyling, richiedono da 3 a 6 mesi.

Se poi vuoi fare esplodere le tue pagine in SERP molto competitive, allora le prime posizioni potrebbero farsi attendere anche da 1 a 3 anni.

Questo se tutto va bene, se hai fatto un ottimo lavoro SEO e di Copywriting con i tuoi contenuti di qualità e unici, se li stai pubblicando con regolarità, almeno uno a settimana, e stai estendendo a macchia d’olio le tue condivisioni e relazioni online.

Sei ancora convinto di prendere questa strada?

SPOILER

**********

Devi rispondere: Sì

Se vuoi uscire dalla tua condizione di ghostwiter a vita, la tua risposta deve essere sempre e per forza affermativa.

La centralità del blog in ogni tua operazione di posizionamento, sia di identità personale che di contenuti in SERP, a mio parere non può essere messa in discussione. Almeno fino a questo momento. Non mi pare che internet, sul lungo periodo, offra opportunità più potenti e sicure di un blog personale associato a una newsletter.

Se inizi ora, fra 6 mesi sarai felice di cosa hai iniziato oggi. Quindi ti conviene iniziare subito.

Ma come si fa praticamente un blog? Continua a leggermi.

Come creare un blog da zero

Non è difficile, davvero. Ci sono riuscito io che ho pochissime competenze in materia. Ci riuscirai pure tu, sicuramente meglio, e otterrai un risultato eccellente e professionale.

Come puoi costruirti il tuo blog personale a partire da zero?

Per prima cosa rivolgiti a un servizio di Hosting di qualità. Ce ne sono moltissimi.

Non essere avaro, però. Non scegliere spazi gratuiti. Perderai in professionalità e credibilità.

Qualcosa devi spendere se vuoi un blog veloce, stabile, che ti garantisca affidabilità nel tempo e che ti rappresenti in tutto, a partire dal nome del dominio.

Ogni epoca ha i suoi miti. In questi ultimi anni, Siteground sta ottenendo un grandissimo successo. Con meno di 3 € al mese (per il primo anno) puoi già avere un sevizio di ottima qualità con connessione sicura crittografata HTTPS gratuita, un efficiente servizio di assistenza, abbondante spazio per i tuoi primi mesi (molti) di contenuti, WordPress preinstallato, che ti evita un po’ di passaggi iniziali, e un meraviglioso strumento di backup.

Fermo restando che i backup personali devono diventare la tua routine, Siteground, compreso nel prezzo, ti garantisce i backup degli ultimi 30 giorni.

In caso di errore, rottura del sito o qualunque altra anomalia, potrai ripristinare l’intero blog riportandolo alle condizioni esatte in cui si trovava il giorno che desideri. Un vantaggio di cui potrai valutare la reale portata soltanto quando ne avrai bisogno (ti auguro MAI!).

Una volta deciso il servizio su cui costruire il sito, scegli il tuo dominio. Forse nome e cognome è il più adatto. Rende più forte l’associazione fra ciò che crei e il tuo nome. Eviti inoltre che un tuo eventuale omonimo possa occupare il dominio e magari creare equivoci in futuro.

Riguardo il dominio .it, .com o altro, sta a te dare un taglio più commerciale o più neutro al tuo progetto. Non mi avventurerei invece in altri domini meno frequentati e poco appetibili per Google.

C’è poi un aspetto di cui raramente si legge, ovvero la scelta di omettere ‘www davanti al tuo dominio.

Dal punto di vista del posizionamento in SERP del tuo sito, Google non fa differenze. L’assenza del www non comporta penalizzazioni di nessun genere, ma rende soltanto più pratico comunicare l’indirizzo di casa tua a chi te lo chiederà.

Una volta definito il terreno è il momento di costruire. Non sottovalutare questa fase. Parti con un progetto stabile che non ti crei problemi nelle fasi iniziali del tuo percorso. Sarebbe molto spiacevole gestire malfunzionamenti o addirittura migrazioni su altre piattaforme o temi quando tutto è già in corso d’opera.

Puoi delegare lo sviluppo del sito a un’agenzia web, ma forse ti verrà a costare troppo. Per i primi tempi ti conviene fare attenzione alle spese.

WordPress è sicuramente la piattaforma CMS più agile e conveniente che puoi utilizzare per sviluppare il tuo blog. Con WordPress sarai anche in grado di redarre e gestire tutti i tuoi contenuti senza utilizzare strumenti esterni o altri programmi.

È gratuita, e la sua grandissima diffusione ha permesso lo sviluppo di un numero davvero enorme di plugin e template con cui costruire il tuo blog.

Il CMS è l’ossatura del tuo blog, lo scheletro che sosterrà tutto ciò che i tuoi visitatori vedranno sui loro dispositivi. Il CMS di Worpress.org è gratuito, e su questo puoi costruire un tuo tema personale oppure installare template gratuiti o a pagamento.

Per fare ciò puoi utilizzare un costruttore di pagine web come Elementor, che ti consente di creare ottimi template semplicemente trascinando gli elementi che desideri utilizzare. Ci vuole comunque un briciolo di buon gusto grafico per ottenere uno spazio che sia almeno accettabile alla vista e facile da navigare.

Se invece la grafica non fa per te, come nel mio caso, e non vuoi perderti in infinite scelte fra font, ombreggiature, palette di colori e mille personalizzazioni, scegli un tema già pronto.

Su Themeforest.net, uno dei più forniti marketplace al mondo di template per siti web, a partire da 25€ trovi migliaia di bellissimi temi che in pochissime ore di lavoro potrebbero diventare il tuo meraviglioso blog.

Ne troverai molti gratuiti. Ma ti consiglio di evitarli, anche se ti piacciono. In genere sono puramente promozionali, e non vengono aggiornati, alcuni anche da anni. Presentano scarsissime opzioni di personalizzazione e zero servizio di assistenza.

Scegliere un tema gratuito ha un costo troppo elevato: ti ritroveresti con un prodotto altamente vulnerabile e che non risponderà alle esigenze che sorgeranno lungo il tuo progetto.

Presto saresti costretto a richiedere l’intervento di un professionista per correggere errori o editare nuove funzioni.

Meglio allora partire già da subito con una base solida, e spendere qualcosa, piuttosto che essere costretto a pesanti interventi quando tutto è già avviato.

Non dimenticare di scegliere sempre template regolarmente aggiornati, su cui è fornita assistenza e, fondamentale, che siano correttamente navigabili anche su tablet e smartphone.

Leggi le recensioni di chi ha già acquistato il tema, e dopo avere testato la demo fai qualche domanda ai programmatori. Se ti rispondono entro poche ore è sicuramente un’ottima referenza.

Quanto costa aprire un blog?

Un blog autogestito, professionale, bello, funzionale, ottimizzato desktop e mobile, costruito su WordPress, puoi averlo operativo già a partire da 150/160 €.

Ricorda sempre di inserire le clausole sulla Privacy, ormai obbligatorie per legge. Con Iubenda, per essere in regola tutto l’anno, non spendi più di 25€.

Se vuoi risparmiare 20/30 € nella scelta del template, cerca fra quelli non progettati per implementare l’e-commerce.

Se non è tua intenzione, per ora, vendere prodotti sul tuo blog, andresti ad acquistare una funzione inutile.

In poche ore di frequentazione con le impostazioni, personalizzi il tuo blog con font, logo, colori, menu e tutti gli elementi che possono parlare al meglio di te.

Ora il tuo blog è pronto. La sua architettura non aspetta altro che i tuoi contenuti.

Anche se i primi tempi avrai pochi visitatori, a mio parere è importante studiare con cura quanti articoli pubblicare sul tuo blog al momento del lancio. Eviterai di far scappare i pochi che arriveranno.

Prima di passare al prossimo paragrafo in cui ti parlerò di newsletter, voglio darti ancora un suggerimento.

Non cercare temi troppo complessi, con menu caotici e infinite personalizzazioni, che ti costringerebbero a ore e ore di lavoro spesso infruttuose.

Dai sempre la precedenza ai contenuti che produci. Quando il tuo blog è semplice da navigare, bello da frequentare e soddisfa i criteri di velocità su desktop e soprattutto su mobile, puoi ritenerti pienamente soddisfatto del lavoro svolto (almeno per i primi tempi).

Contrariamente a ciò che talvolta sembra, Google non fa altro che riflettere le intenzioni dei lettori e i loro comportamenti. Dunque, se i tuoi visitatori sono ben accolti sul tuo blog, anche Google lo sarà, ed entrambi parleranno benissimo di te.

Con buona pace della SEO.

E ora continua a seguimi. Costruiremo la seconda colonna portante del tuo progetto di Personal brand: la tua newsletter.

Creati subito una mailing list

Ti ho parlato in un altro articolo perché è importante creare la tua mailing list già dal primo giorno di pubblicazione del tuo blog.

Questo preziosissimo tesoro di contatti selezionati lo coltiverai nel tempo e rappresenta una risorsa eccezionale per raggiungere i tuoi lettori più fedeli.

Tieni a mente che la tua mailing list sarà sempre di tua proprietà e non dovrai condividerla con nessuno. Contrariamente a quanto accade sui social che ti impongono pesanti vincoli sull’uso dei tuoi contatti. Anzi, ti impediscono proprio di portarli al di fuori dei loro confini.

La via principe di accesso alla mailing list è sicuramente l’iscrizione alla tua newsletter. Chi accetta di ricevere le tue mail lo fa consapevolmente. È interessato a ciò che dici e desidera mantenere un contatto diretto ed esclusivo con te, anche senza essere costretto a collegarsi al tuo blog ogni volta o ai tuoi profili social.

In quest’ultima frase è racchiusa l’intera filosofia della newsletter, strumento antichissimo, che riesce ancora a mostrare tutta la propria forza anche di fronte all’arroganza dei social.

Ma il contatto diretto viaggia a doppio binario, e se il tuo lettore lo ricerca, anche tu hai una via privilegiata per raggiungerlo direttamente tramite la mail che ti ha confidato. Privilegio che nessun social ti può garantire.

Non deludere allora il tuo iscritto. Ti ha fornito dati privati, la propria identità. Per qualche ragione ha creduto in te o ha letto in te elementi che potrebbero essere importanti per la propria vita o professione.

Non deluderlo, anche nel caso tu abbia il sospetto sia un tuo concorrente curioso di vedere come gestisci la questione.

Non inviare contenuti promozionali o inutili. Lo annoierai alla prima email e lo perderai con una bella email unsubscribe di risposta. E avrà ragione!

La newsletter non è mai l’alibi per rifilare agli iscritti i prodotti e servizi che vuoi o devi vendere. Per fare ciò orientati sul più aggressivo Direct Email Marketing (DEM).

La tua newsletter deve invece essere l’occasione d’eccellenza per offrire contenuti utili e appassionanti. Per consolidare la percezione di te in chi ti conosce già. Per condurre chi ti conosce da pochi minuti a dire. Sì, le cose che scrive sono opportunità di riflessione durante la giornata, e forse vale la pena seguirlo ancora.

Come creare allora una mailing list senza spendere un’esagerazione?

Le piattaforme di email marketing, effettivamente sono un po’ care. Partono da non meno di 20/25 € al mese, e offrono servizi altamente professionali.

Se sei agli inizi con il tuo blog, forse, gran parte delle funzioni che andrai ad acquistare non ti serviranno. Ti conviene allora optare per un servizio gratuito di mailing list che ti consenta di inviare regolarmente la tua newsletter e di importare i tuoi eventuali contatti che magari già possiedi.

Tieni anche a mente che nei primi mesi il tuo blog riceverà poche visite e di conseguenza le iscrizioni saranno davvero poche. Il canone che andresti a pagare in questo periodo sarebbe davvero poco giustificabile.

Substack offre il servizio di mailing list gratuito. A metà strada fra blog personale e newsletter, ti permette di creare la tua lista di contatti a partire da un modulo di contatto simile a questo:

Questo è il modulo di iscrizione alla mia newsletter Buongiorno Blogger! Ne approfitto per invitarti a iscriverti. Ti invierò una sola mail settimanale. La domenica mattina. Promesso.

Non credere che essendo un servizio gratuito, Substack non sia professionale. Anzi, da alcuni anni la piattaforma viene utilizzata da un numero sempre maggiore di giornalisti e creatori di contenuti per diffondere e guadagnare online con le proprie newsletter.

In qualunque momento, quando la tua lista contatti si sarà fatta più corposa, magari avrai esigenze più complesse e dovrai segmentare i tuoi contatti con maggiore precisione, potrai migrare su una piattaforma a pagamento come Sendinblu.

I tuoi lettori non subiranno alcun disagio dal passaggio e potrai trovare maggiore assistenza e servizi di Email marketing altamente professionali.

Nessuno ti vieta però di rimanere sul servizio gratuito anche quando avrai moltissimi iscritti.

Sei pronto ora per il terzo e ultimo pilastro del tuo progetto di Personal Branding? Sì? Allora andiamo!

Condividi i contenuti del tuo blog

Il terzo pilastro su cui costruire la tua presenza online, è la regolare condivisione dei tuoi contenuti sui social network e la tua partecipazione attiva alle relazioni che da qui ne conseguono.

Produrre contenuti ottimi, unici, utili e sperare nel buon cuore di Google non è la strada che porterà al successo il tuo blog e il tuo Personal brand.

I social, per quanto ne puoi parlare male, sono splendidi canali di promozione a costo zero Euro dei tuoi contenuti.

Parlo in termini di Euro perché i social solo apparentemente sono gratuiti. In realtà ci richiedono un bene molto più prezioso del denaro: vogliono il nostro tempo, e impiegano tutte le risorse in loro possesso per studiare le migliori strategie volte a chiedercene quantità sempre maggiori e a trattenerci sui loro spazi.

Qui il confine tra intrattenimento e opportunità professionale è davvero difficile da delineare.

Perdersi ogni giorno in mille post di risposta, in commenti ai commenti, in battutine e argute esaltazioni della propria personalità, è davvero un attimo.

Dove finisce il campo d’azione della nostra presenza professionale e inizia la nostra distrazione sociale, il nostro divertimento?

Accade regolarmente anche su Linkedin, piattaforma votata alla professionalità e alla condivisione di contenuti impeccabili. Interventi di serietà granitica si alternano a conversazioni allegre che ricordano le commemorate grigliate domenicali su Facebook.

Anche nella vita fisica accade che i rapporti professionali si intreccino con le relazioni personali, ma le aziende proprietarie dei social giocano davvero sporco su questa linea di demarcazione.

Ci propongono contenuti, persone e fatti per i quali abbiamo mostrato maggiore apprezzamento. Da questo momento iniziamo a confondere il lavoro con l’intrattenimento e a perdere moltissimo tempo sui social, credendo di fare personal branding.

Per trovare il giusto equilibrio ogni volta che sei pronto a condividere un contenuto su un social, prova a tenere a mente questa analogia:

Sei proprietario di una forneria (il tuo blog). Ogni volta che produci un nuovo pane (un articolo) ne fai piccoli assaggi, li disponi per bene sopra un vassoio elegante e scendi in piazza. Inizi a passeggiare qua e là (i social) e offrire a tutti la tua nuova degustazione. Intratteni conversazioni fresche e invitanti con chi ti chiede informazioni sulle farine che hai utilizzato ecc. Ti mostri realmente interessato alle opinioni degli assaggiatori e anche alle produzioni dei tuoi colleghi fornai che incroci.

Se il tuo pane piace e hai saputo presentarlo come si deve, i cittadini verranno a cercarti sicuramente sul blog. Il luogo in cui farai loro trovare non solo l’ultima ricetta, ma l’intera tua scintillante panificazione.

Invece, molto spesso, si assiste a questo: ci si fa prestare da qualcuno un tavolino e un vassoio (il social), con il rischio che il proprietario venga a riprenderseli da un momento all’altro. Si inizia a distribuire fette e assaggi del nostro pane, intrattenendo conversazioni, concentrando tutte le nostre risorse su quel tavolino traballante.

Quando qualcuno ci chiede dove abbiamo tutta la nostra produzione, rispondiamo: Qui, su questo tavolino!. In alternativa lo mandiamo al nostro sito web, dove attraverso un vetro impolverato e macchiato di mosche si intravedono alcune forme di pane ammuffito da due anni. Quando va bene. Spesso si riesce a vedere soltanto il biglietto da visita appoggiato sul fondo della vetrina, che alla fine non ci rappresenta nemmeno più.

Altre volte non c’è nemmeno la vetrina. (E forse è meglio così).

Su quali social condividere i contenuti

Su quali social è meglio esserci allora per condividere i contenuti del tuo blog?

A mio parere più si è presenti, meglio è.

Linkedin è comunque la piattaforma più adeguata per questo tipo di progetto di Personal branding, e sulla quale, forse, dovresti concentrare maggiormente le tue risorse.

Adotta un formato che ti rappresenti al meglio su ciascun social su cui decidi di essere presente.

Si tratta di trovare il giusto equilibrio fra quanti social utilizzi, quantità di contenuti prodotti e il tempo che hai a disposizione per creare contenuti di qualità.

Concentrare la condivisione su un unico social ti permette di avere contenuti impeccabili, anche graficamente. Potrebbe però penalizzare qualità e quantità dei contenuti condivisi su altre piattaforme e l’accesso ad altri segmenti di pubblico.

Se noti, chi condivide ed è presente con regolarità su molte piattaforme tende a utilizzare un schema di pubblicazione molto simile, se non uguale per tutte. Un template unico, semplice e facilmente adattabile a buona parte dei contenuti. Il tempo così guadagnato viene dedicato alle interazioni con i lettori.

Chi invece crea contenuti molto particolareggiati e adattato al social specifico, in genere si concentra su una o due piattaforme ed è praticamente assente sulle altre (e quasi sempre è assente pure sul proprio blog, qualora lo possegga). E questa, forse, non è cosa buona.

Il tempo del resto è la risorsa più limitata del mondo. Utilizzalo al meglio, senza sprecarlo inutilmente nelle modalità che ti suggeriscono i social. La condivisione dei contenuti comporta in uguale misura anche la gestione di tutte le interazioni che ne derivano.

Devi essere presente. Sempre. Non puoi permetterti di lasciare non presidiato un tuo contenuto, e confidare che qualcuno verrà a bussarti alla porta a farti i complimenti.

Se non consideri nessuno, nessuno ti considererà.

Rispondi sempre a tutti. Molto spesso non sono necessarie risposte monumentali, ma un semplice ringraziamento può essere sufficiente. Una dimostrazione concreta che quel contenuto è stato scritto da una persona che non si nasconde dietro un profilo generico.

Consulta attentamente i feed che le piattaforme ti propongono, sempre personalizzati sulle tue abitudini e preferenze. Cerca profili professionalmente simili al tuo e commenta i loro post e contenuti per farti conoscere e non solo per propinare i tuoi contenuti.

Se offri le giuste motivazioni di interesse alla tua persona, chi potrebbe avere bisogno di te saprà come trovarti, anche senza che tu a ogni post o commento pubblichi link ai tuoi articoli.

Ora però, prima di passare a come scrivere un articolo di successo sul tuo blog, voglio darti un consiglio a mio parere molto interessante, molto spesso sottovalutato.

I feed dei social sono quelle sequenze di contenuti che puoi consultare scorrendo le pagine. Qui le piattaforme scelgono cosa proporti sulla base delle tue abitudini di navigazione.

Se fra i contenuti professionali che consulti, inizi a dilettarti con post che non hanno niente a che vedere con la tua professione, andrai a diluire il feed con materiali inutili e lontani dai tuoi veri interessi.

Questo significa distrazioni e perdita di informazioni che potrebbero tornarti utili per la tua professione di Copywriter.

Cerca allora di suggerire alla piattaforma di consigliarti sempre il maggior numero di post che possono davvero esserti di aiuto.

Cosa scrivere sul blog

Sul tuo blog devi scrivere SEMPRE qualcosa di unico.

Lo so. È difficile. Molto difficile. Anzi. È di una difficoltà che rasenta l’impossibile.

Ormai sul web puoi trovare qualunque cosa. Guide per costruire e fare tutto, blog su qualunque argomento.

Sognare di trovare il tema che nessuno ha mai trattato, ti rimarrà per sempre un sogno.

La scienza, la tecnologia e l’arte procedono. Nel tempo, di tanto in tanto, qualcosa di veramente innovativo uscirà. In buona parte, sicuramente, iperspecializzazioni di discipline già note e percorse.

Tuttavia tu hai bisogno di argomenti e contenuti per il tuo blog ora, non fra 15 anni. Se aspetti l’ispirazione hai già perso in partenza.

Già ora possiedi però una cosa unica, che ti distingue da chiunque altro: il tuo stile.

Questo nessuno te lo potrà copiare. Potranno soltanto imitartelo. E quando ciò accadrà dovrai essere felice, perché non solo capirai che stai percorrendo la gusta direzione, ma comprenderai di esserti costruito il tuo personalissimo Personal brand.

Da quel momento in poi la tua persona sarà la tua valuta.

In Cosa scrivere sul tuo blog ti ho illustrato nel dettaglio come affrontare questa spinosa questione. Ti invito a leggerlo, magari puoi trovare qualche suggestione per ciò che stai creando.

Per inserire l’inedito nei contenuti del tuo blog, interseca tutte le tue competenze, tutto ciò che ti appassiona, che conosci e che sei pronto a imparare da qui a breve.

Trova un punto di unione fra tutte queste cose.

Il baricentro del tuo scibile, con cui riesci a dare una lettura nuova e personalissima dall’intreccio di argomenti già percorsi da altri copywriter in anni di contenuti spessissimo ripetitivi e noiosi.

Si tratta di un puntino minuscolo, a volte così piccolo che i primi tempi ti sarà davvero difficile tenerlo fermo e concentrarti su di esso.

Come quando cerchi una stella al telescopio. Ti sfugge continuamente, fino a quando, sera dopo sera, non riesci a circoscriverla fra le costellazioni e osservarla con calma.

Dopo un po’, anche nel tuo spazio di Copywriter troverai elementi di riferimento e riuscirai a delimitare il tuo campo inedito creativo.

Con la scrittura costante di contenuti, la tua area operativa si estenderà sempre più e apprenderai come gestire insieme discipline apparentemente distanti fra loro.

La chiave che devi offrire è un nuova lettura di ciò che c’è già. Miscela il maggior numero di conoscenze che possiedi e esponi la tua visione con il tuo stile unico e inconfondibile.

Come scrivere sul blog

Tieni sempre a mente 3 principi di base, quando ti chiedi in che modo scrivere sul tuo blog:

  1. Scrivi sempre per il tuo lettore. MAI per te stesso.
  2. Scrivi SEMPRE in modo chiaro e semplice.
  3. Fai trovare al tuo lettore TUTTO ciò che gli serve.

Ogni tuo articolo (ma anche post sui social) deve SEMPRE essere sostenuto da questi tre principi fondamentali.

Poi arriva tutto il resto: la SEO online e offline, la scelta del font e le strategie persuasive di copywriting, i like e le Chiamate all’azione.

Se nei tuoi testi disattendi i 3 principi, qualunque artificio o magia testuale sarà destinata a collassare su se stessa e portare il lettore lontano dalle tue parole.

Ti va se li esaminiamo uno per uno un po’ a fondo? Procediamo allora.

Mai scrivere per te stesso

Secondo te, se il tuo lettore volesse leggere una bella biografia, verrebbe a cercare la tua?

Secondo me no, pur invidiandoti la vita densa di emozioni che sicuramente conduci.

Quindi perché scrivere di te stesso?

Chi ti legge naviga fra le tue parole perché è in cerca di qualcosa per sé: un prodotto per la casa o la famiglia, un servizio di consulenza per la propria azienda, un beneficio per la propria serenità psicologica e chissà cos’altro.

Magari cerca soltanto intrattenimento, e spera di trovarlo individuando parti di sé frammentate qua e là nelle parole del web.

Il tuo lettore non cerca dove e come acquistare i prodotti e i servizi che fai volteggiare in aria come un giocoliere. Vuole trovare l’occasione giusta per avviare il cambiamento che si è prefisso di ottenere nella propria vita.

Vuole fare un regalo alla fidanzata con cui farsi perdonare un torto, e nelle tue parole deve trovare a ogni costo una valida ragione per scegliere quell’anello e non un altro oggetto

Vuole capire come rendere convincenti i testi del proprio blog, e nelle parole che scrivi ricerca gli strumenti per indagare i desideri di chi lo leggerà. Non cerca il modo in cui tu appaghi il tuo ego incontrollato e ripieno di referenze.

Tu stai suggerendo la possibilità di una trasformazione.

Stai offrendo strumenti per avviare un processo di cambiamento in chi ti legge.

Puoi renderli a pagamento, o puoi offrirli gratuitamente. Il discorso non cambia.

Se non scrivi direttamente al lettore, e non gli fai capire senza giri di parole che hai compreso il suo bisogno e che sai come soddisfarlo, lo perderai dopo poche righe.

Il lavoro di blogger è terribilmente difficile. Mette a durissima prova i nervi. Riuscire a portare lettori sulle tue pagine richiede impegno, costanza e soprattutto tempo. Non buttare via il lavoro fatto deludendo chi ti legge con testi brutti, inutili riproduzioni di cose già scritte da altri.

Non cedere nemmeno alle lusinghe dell’Intelligenza Artificiale, che scrive contenuti al posto tuo. Google non è stupido, ma i lettori sono molto più intelligenti dei motori di ricerca. Verresti scoperto in un istante, e ciò che hai risparmiato in tempo lo pagheresti in credibilità.

Sul blog scrivi sempre in modo chiaro e semplice

Utilizza tutti gli espedienti che conosci per rendere la tua esposizione chiara e semplice. Documentati per trovarne altri.

In Come il Copywriter scrive un articolo di blog che spacca, ti ho elencato alcune strategie per ottenere ottimi risultati. La tua esperienza e la pratica costante della scrittura faranno sicuramente il resto.

Il tuo lettore non ha voglia di concentrarsi per comprendere esposizioni complesse, periodi interminabili. Non se la sente di affrontare muri di testo invalicabili o decifrare font romantici strapieni di grazie.

Ancora meno ha voglia di sforzarsi a capire ragionamenti multiformi o narrazioni caotiche, prive di un filo conduttore.

Il lettore atterra sulle tue pagine perché alla ricerca di qualcosa. Tu daglielo. Stop.

Se ti piace scrivere forbito, se adori trascrivere i voli pindarici della mente, oppure esibire la tua conoscenza, il tuo blog di Copywriter non è sicuramente il luogo adatto per fare tutto ciò.

Cerca il ritmo delle tua scrittura, studia la punteggiatura, utilizza sinonimi, produci frasi brevi, titoli esplosivi, non lasciare che il lettore arrivi da sé alle conclusioni, conducilo sempre tu dove vuoi che vada.

Un lettore che vaga allo sbando nel tuo blog senza sapere dove andare, è una pessima referenza per il lavoro che stai facendo.

E poi ti prego, ogni 3/4 righe e 1/2 frasi, premi invio. Gli darai un po’ di respiro e forse così riuscirà a raggiungere la fine del testo che hai creato per lui.

Non dilungarti troppo nei discorsi. Arriva subito al nocciolo della questione. Ho scritto un articolo che può aiutarti a scrivere velocemente i tuoi articoli di blog.

E poi ancora una cosa: attiva il correttore ortografico. So che ce l’hai. Se utilizzi WordPress adotta LanguageTool. Funzionerà su ogni testo scritto all’interno del tuo browser. È gratuito e diventerà il tuo primo collega di lavoro. Un qualunque altro correttore ortografico andrà comunque bene.

Orrori grammaticali e ortografici, nell’era dell’IA, non si possono davvero più guardare.

Fornisci al lettore del tuo blog tutto ciò che sta cercando

In ambito Copywriting gli articoli di blog sono anche conosciuti come contenuti.

Ho sempre trovato inadeguato il termine. Non mi pare rifletta correttamente la reale funzione di un articolo. Mi sembra invece indichi la passiva presenza del testo all’interno di un contesto più ampio, come ad es. il blog. “L’articolo è contenuto nel sito web“.

Mi piace di più pensare, invece, all’articolo come a un contenitore di tutto ciò che vuoi offrire al tuo lettore.

Sto parlando della descrizione del servizio che offri, delle conoscenze che condividi, del prodotto che vendi, del concetto che esponi, del prezzo, del canone, dell’abbonamento, dell’immagine dell’infoprodotto che regali, del video che incorpori.

Qualunque cosa tu stia facendo con il tuo blog, le tue principali priorità sono:

  • Offrire valide motivazioni a chi ti sta leggendo per tornare sulle tue pagine. Devi risultare autorevole, coerente e ispirare fiducia.
  • Convincere Google a indirizzare il maggior numero di visitatori sulle tue pagine,
  • Trattenere il lettore più tempo che puoi sulle tue pagine.

Per ottenere questi 3 risultati congiunti puoi adottare una sola strategia:

Offrire contenuti (gratuiti) il più possibile belli ed esaustivi. Che siano in grado di intrattenere con leggerezza, senza essere pesanti da leggere, ma capaci di fornire tutto ciò che il lettore desidera.

Dati, fonti, aneddoti, storie, descrizioni, link e percorsi. Ovvero tutto ciò di cui il lettore può avere bisogno deve essere presente sulle tue pagine e facilmente raggiungibile.

Fornisci ogni elemento utile alla trasformazione di sé che il visitatore sta ricercando durante la consultazione dei tuoi contenuti. Non trascurare nulla.

Se il tuo articolo non è sufficientemente ampio, suggerisci link a pagine di approfondimento interne al tuo blog. Fai sempre questa operazione, anche soltanto per offrire approcci differenti allo stesso argomento.

Costruisci uno o più colonne portanti del tuo sito, i cosiddetti Cornerstone. Si tratta di contenuti centrali che riassumono in maniera precisa e abbastanza approfondita l’argomento che tratti sul tuo blog. Da qui si dipartono i collegamenti ai tuoi post blog che esaminano in maniera più dettagliata ogni singolo tema trattato nel Cornerstone.

Questo articolo che stai leggendo in questo momento, ad es., è un Cornerstone. Ogni suo H2 parla di un tema trattato all’interno del blog, e ti suggerisce i link agli articoli con i quali l’ho approfondito. Da questi ultimi partono link allo stesso Cornerstone.

Ma la completezza dei tuoi articoli non si esaurisce all’interno del tuo blog. La conoscenza che possiedi diventa sapere quando è condivisa con altri, di qualunque tipo essa sia.

Crea collegamenti interessanti a fonti autorevoli esterne al tuo blog. Attraverso queste il tuo lettore può raggiungere altre informazioni che tu per mille ragioni non puoi fornirgli direttamente.

Puoi suggerire i percorsi per trovarle come farebbe un amico, per aiutare nella vita quotidiana, per risolvere un problema, trovare una via di soluzione.

Ma di questo importantissimo aspetto te ne parlo nel prossimo paragrafo. Ti prego, seguimi ancora.

Non avere paura dei tuoi concorrenti

Leggendo i blog personali (ma anche aziendali) ho notato una cosa: molti di essi sembrano a tenuta stagna. Fanno pochi riferimenti ai blog dei concorrenti, quasi gli autori avessero timore di indirizzare il lettore al di fuori del loro perimetro di sicurezza.

E forse è davvero questa la spiegazione.

Sicuro puoi trovare collegamenti granitici a istituzioni o personalità che non fanno nemmeno paura tanto sono grandi. Ma quando si tratta di citare un ancora piccolo blogger che magari ha scritto una cosa geniale, ebbene, questo spesso non viene preso in considerazione.

Oppure lo si fa parafrasandone il contenuto, o ancora inscrivendo la procedura all’interno del rigido schema del guest post o dello scambio di link.

Non credo che questa sia la via corretta da seguire.

Come non sei avaro nell’offrire le tue conoscenze ai tuoi lettori, non esserlo nemmeno nel suggerire loro approfondimenti che potrebbero portarli momentaneamente lontano dal tuo blog.

Con il tuo blog devi diventare un punto di riferimento per chi è interessato all’argomento che tratti. Per questa ragione ti dico che i tuoi competitor devi considerarli come parte integrante della tua strategia di blogger.

Non sei depositario dell’intera conoscenza del settore. Nemmeno potrai mai esserlo. Ancora più improbabile è che i lettori siano interessati al tuo solo punto di vista e ignorino tutto il resto.

Quindi, non ti rimane altro da fare che esaltare questa tua onestà intellettuale e proporti come un collettore di conoscenza.

Riccardo Scandellari, nel suo testo Rock’n blog, definisce questo ruolo un ‘Hub del tuo settore, fondamentale per la tua presenza online.’

Continuo a citare dal suo libro: ‘Connettiti con la concorrenza. Diventa una fonte informativa che ti unisca ai tuoi maggiori competitor. Cerca di dare voce a tutto il tuo settore e non solo ai tuoi servizi. Le persone si fideranno di te perché sei un collettore, un elemento da cui si possono ottenere tutte le informazioni’.

Rimanere chiuso nel tuo recinto protetto non è una buona cosa. Cerca di trasformarti con il tuo blog in una fonte attendibile (e inesauribile) di informazioni utili.

Quando i tuoi lettori comprenderanno che sei attendibile e autorevole nel tuo settore, torneranno sicuro da te per trovare le informazioni che cercano, e le indicazioni corrette per raggiungere gli approfondimenti che tu suggerirai di altri esperti al di fuori del tuo blog.

Non avere paura dei blogger tuoi concorrenti. Cerca le loro collaborazioni, citali nei tuoi articoli e avvisali di averlo fatto, senza necessariamente aspettarti una risposta o addirittura un backlink di ringraziamento.

Non saranno sicuramente i link in uscita a rovinarti il posizionamento in SERP. Anzi, saranno anche questi a contribuire a farti percepire dai tuoi lettori come (cito ancora da Rock’n Blog) ‘l’anello forte della catena‘. A farti ottenere un maggiore seguito.

Non avere fretta di crescere con il tuo blog

Tutto ciò che ti ho descritto fino a questo momento rientra all’interno di un processo lungo e impegnativo.

Parliamo di mesi. Anni.

La fiducia e l’interesse dei tuoi lettori non li puoi acquistare con corsi di formazione che ti garantiscono vagoni di follower in poche settimane.

Non li ottieni nemmeno con campagne ADS a pagamento. E nemmeno le energizzanti raccolte di like, benevoli e impersonali, sono la garanzia che la tua strategia stia funzionando. Ancora più sconsigliato è l’acquisto di follower per fare colpo sui tuoi profili social.

Il tutto e subito che vediamo promosso ovunque e con cui i social ci lusingano dalle loro App, non fa parte del mondo del blogger.

Scrivi. Scrivi più che puoi. Se ti coglie la paura del foglio bianco, tu continua a scrivere. E se proprio non ce la fai, supera il blocco dello scrittore in un soffio.

Diffondi le tue parole. Crea relazioni e conduci conversazioni. Non aspettare che qualcuno bussi alla porta per complimentarsi dei tuoi contenuti. Inizia tu ad apprezzare le creazioni degli altri, e loro al 90% ti risponderanno e cercheranno cosa hai scritto.

E ti prego, se cerchi collaborazioni, o ti piacerebbe farlo, non proporti mai senza avere un’idea precisa di cosa vuoi fare.

Mi piacerebbe fare qualcosa con te in ambito Copywriting‘, non significa nulla. Non depone a tuo favore. Dimostra solo che non hai la minima idea di ciò che stai proponendo.

O dici cosa vuoi fare, o meglio il silenzio. Davvero.

Cerca le keyword più attinenti a ciò che vuoi comunicare. Studia gli intenti di ricerca del tuo pubblico potenziale, calibrati sulle stesse parole chiave che hai deciso di utilizzare. Usa sinonimi. Scrivi testi esaustivi. Sii veloce, divertente, non pedante.

Le persone si attendono da te Come fare una cosa. Di cosa hai fatto nella vita e se hai una libreria ripiena di coppe e medaglie, gli interessa il giusto. Anzi, proprio se ne fregano.

Fornisci loro ciò che cercano. Il web è davvero pieno di tutorial e articoli tecnici sul ‘Come fare’. Devi essere davvero bravo nel settore per riuscire a emergere, proponendo qualcosa di innovativo e così ultra tecnico che forse pochi riusciranno a comprendere.

L’alternativa è un riproporre contenuti già esistenti. Un copia e incolla di concetti già letti e riletti.

Prova allora a posizionarti sull’aspetto più umano della tua professione di blogger. Lascia sullo sfondo i tecnicismi, e agisci suggerendo la motivazione che deve trovare chi crea contenuti quando ogni mattina accende il PC e affronta il foglio bianco.

Cogli al volo gli argomenti del momento (del tuo settore) e integrali nella tua narrazione personalissima.

Tieniti sempre aggiornato. Ma non dimenticare mai che qualche tuo lettore potrebbe iniziare da zero con il proprio blog e la propria professione. Forniscigli allora informazioni sempre valide, all’interno di quelli che vengono definiti contenuti evergreen, che nel tempo intercettano la domanda dei lettori sempre costante o addirittura in crescita.

E poi, poi, c’è LUI:

IL TUO LETTORE

Scrivitelo sui post-it, incornicialo, plastificalo, fagli un dipinto a olio. Memorizzalo come ti pare, ma non dimenticarlo mai, qualunque cosa tu faccia all’interno del tuo blog e nelle attività annesse.

Se lo perdi come utente finale dei tuoi contenuti, stai facendo un altro lavoro. Non so cosa tu stia facendo, ma sicuro non fai il blogger e ancora meno il Copywriter.

Se ti turbano i demotivanti Analytics a valore zero dei primi tempi, ti consiglio di eliminarli dai preferiti del browser, e concentrarti sul tuo lavoro.

Smetti di leggere le statistiche di Google. Non guardare nulla per due mesi. Scrivi, pubblica, commenta e rispondi.

Basta.

Al terzo mesi apri il vaso, e sorprenditi di quanto sei cresciuto in così poco tempo.

Non leggere di 0 o poche visite in più, e perdere di vista momentaneamente i riscontri strumentali, sicuramente non comprometterà la bontà della strategia che hai adottato.

Ebbene, tutto questo è per dirti che dovrai avere pazienza da ora in poi.

La fretta non è materia di studio dei blogger.

Inizia ieri a costruire il tuo blog. Oggi è già troppo tardi, e non guardarti indietro.

In Le prime 4 cose da fare dopo avere aperto un blog trovi molti suggerimenti per muoverti con sicurezza nelle prime settimane di vita del tuo progetto.

Quelli che diventeranno tuoi lettori prima, convinti lettori poi e infine tuoi clienti hanno bisogno di tempo. La loro mente deve imparare a percepirti come qualcosa di stabile e rassicurante, un professionista di cui ci si può fidare.

SEDIMENTARE. Questa è la tua keyword che spacca. La chiave universale per entrare nella mente dei tuoi lettori.

Questa percezione di te la puoi ottenere soltanto con il tempo. Contenuto dopo contenuto, commento dopo commento, post dopo post.

Conclusione su come sviluppare il tuo Personal brand con il blog

Se stai pensando di costruire attorno a te una figura che ti rappresenti nella tua professione, mi sa che stai sbagliando impostazione.

Il tuo brand, tu lo possiedi già. Sei tu stesso.

Se cercherai di essere un altro, qualcuno che non sei tu stesso, in breve ti annoierai, ti tradirai, e i tuoi lettori ti abbandoneranno.

Sii te stesso, con le tue competenze ma anche le tue incertezze.

  • Rendi sistematica e utile la tua presenza online,
  • Addolcisci e ridimensiona gli aspetti più familiari e casalinghi della tua presenza pubblica, che sicuro interessano poco al tuo lettore,
  • Non essere antipatico, esaltando le tue prodezze,
  • Potenzia al massimo gli strumenti che conosci, e che apprenderai nel tempo, per raggiungere l’emotività di chi ti segue.

Credo che l’intero processo di Personal branding si possa sintetizzare in questo breve elenco.

Potrei avere dimenticato qualcosa, o forse enfatizzato alcuni aspetti. Cosa ne pensi?

Mi piacerebbe moltissimo sentirti nei commenti. Se ti va scrivi qui sotto. Ti aspetto.

Grazie mille per avermi letto!

Riccardo

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