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Quanti articoli pubblicare quando si apre un blog per copywriter?

Questo è il primo articolo del blog che stai visitando.

Quanti articoli pubblicare quando si apre un blog per Copywriter.
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Per l’occasione non ho trovato migliore argomento: Quanti post devo pubblicare quando apro un blog?

Se avrai interesse a seguirmi di tanto in tanto, vedrai che queste pagine riporteranno regolarmente i progressi del mio nuovo progetto. La domanda del titolo riflette allora pienamente i miei forti dubbi in relazione alla partenza ufficiale del sito.

Quanti articoli devo avere pubblicati dal momento in cui inizio a diffondere, a Google e ai miei potenziali lettori, la notizia che sono online?

Quanti ne devo avere pronti, o quasi, per i giorni e le settimane successive? E quanti titoli devo avere già in mente per il prossimo futuro?

Come riuscire a intrattenere lettori e a compiacere Google in un colpo solo, utilizzando un blog popolato da ancora pochi contenuti?

Un bel calendario editoriale è allora la soluzione principe a tutti i miei interrogativi. Ma i dubbi continuano.

E se risolvessi il problema alla radice, e attento alla nuova tradizione dello Storytelling, partissi con un solo articolo di presentazione dell’avventura? Lettori e algoritmi, magari con tanto di anticipazioni sui social, rimarrebbero incantati dalle mie vicissitudini passate presenti e future. Avrei poi tutto il tempo per aggiungere regolari contenuti strada facendo.

Ma anche questa strada non mi convince moltissimo. Chi sono io per suscitare tanto interesse in lettori che non hanno mai sentito parlare di me fino a ora? Dovrei proporre contenuti davvero esplosivi, come raramente è accaduto dai tempi della nascita della scrittura. Quindi tutto ricomincia da capo.

Ecco. Fra poco ti parlerò di questo. Di come sono arrivato alla decisione finale utilizzando, a mio parere, entrambe le soluzioni viste poco fa.

Come scegliere l’argomento per il primo post del mio blog?

Prima di partire con questo blog ho letto il più possibile sul tema Copywriting, su come strutturarlo, a chi rivolgermi e che tono usare, e soprattutto su cosa dire.

Ora tutto sembra rientrare in una cornice coerente e autosufficiente, ma al momento di renderla operativa ho quasi paura di iniziare a scrivere il primo articolo. Forse ho dimenticato qualcosa, o forse è soltanto il timore del fallimento. O forse entrambe le cose.

Ma a un certo punto devo iniziare, altrimenti non partirò mai. E allora decido di strutturare il primo articolo su una via di mezzo fra il diario personale e l’articolo tecnico.

Da una parte provo ad avvicinarmi al lettore attraverso considerazioni personali e lo rendo partecipe dei percorsi che mi hanno condotto al primo articolo del blog.

Se stai leggendo queste parole, molto probabilmente sei un professionista del settore Copywriting, Se ancora non lo sei, presto lo sarai, e da queste mie considerazioni potresti trovare ispirazione e motivazioni per consolidare o intraprendere la tua carriera di blogger.

Dall’altra parte scrivo le mie opinioni tecniche su un tema importante (Quanti post?) di cui sinceramente non ho trovato moltissimo materiale online, ma che comunque può rappresentare la differenza fra conquistare nuovi lettori o perderne già all’inaugurazione.

Insomma, una via di mezzo che faccia contenti un po’ tutti. Scrivo il primo articolo con cui spero di non annoiarti con le mie elucubrazioni, e che dovrebbe condurti in fondo alla lettura senza farti dire: E quindi? Cosa ha voluto dirmi?

Proprio così, non vorrei mai portarti a questo interrogativo, perché la prima regola che mi sono posto è la seguente:

Non scrivo per me stesso, ma per chi legge. Ovvero scrivo per tu che mi stai leggendo in questo momento.

Allora, scrivere di quanti articoli popolare il blog al suo lancio, a mio parere sembra un ottimo tema per l’inaugurazione.

Esistono almeno due scuole di pensiero al riguardo. Entrambe valide, a condizione che siano sostenute dalla tua forte convinzione a proseguire con costanza ciò che hai intrapreso.

Perché non è una buona idea iniziare con un blog vuoto?

Ti chiedo di fare un lavoro di immaginazione.

Sei all’inaugurazione di un’attività commerciale.

Bel locale, senza dubbio. Tinte alle pareti azzeccatissime, architettura da urlo, arredamento all’ultima moda, porte scorrevoli e perfetta integrazione con il web. Tutto bello bello bello. Complimenti al titolare.

Poi guardi meglio gli scaffali. E scopri che sono praticamente vuoti: una bottiglia qua, un oggetto laggiù. La desolazione.

Cosa fai? Hai due opzioni:

  • Se il titolare è un tuo conoscente ti informi per educazione quando entrerà a regime l’attività, e gli prometti di tornare al più presto a trovarlo. E magari tornerai sul serio, una domenica pomeriggio, quando non avendo altro di meglio da fare ti ricorderai del tuo amico intento a rifornire i malinconici scaffali.
  • Se invece il titolare è un perfetto sconosciuto, ringrazi dell’ospitalità, giri l’angolo e ti dimentichi all’istante di lui e della sua attività.

Entrambe le opzioni sono decisamente destrutturanti per chi è agli inizi di ogni professione.

Ora, invece, immagina un locale già carico di un buon numero di articoli e di voci sul menu. Ovviamente non ancora a regime, ma che possieda già la propria personalità e che definisca gli intenti del proprietario.

Ti guardi intorno e trovi punti di vista differenti, offerte più convenienti rispetto quanto proposto da attività simili già operative da tempo, e pensi che magari potresti tornare in visita di tanto in tanto anche soltanto a curiosare.

Quale delle tre opzioni preferisci? Rispondere è superfluo.

La vita online è molto simile alla vita reale: se non cerchi nessuno, nessuno ti cerca.

L’apertura di un blog direi allora che è paragonabile all’apertura dell’attività commerciale fisica vista poco sopra.

Offrirti ai tuoi lettori e a Google con un blog nuovo di zecca ma vuoto di contenuti non è sicuramente una buona idea. E nemmeno un fitto Lorem ipsum è sufficiente a confondere le idee di visitatori nel tentativo di fare loro sognare come saranno in futuro le tue pagine.

Se non sei ancora pronto, hai pochissimi titoli e contenuti, rimanda il lancio del tuo blog a quando avrai un numero apprezzabile di articoli finiti da pubblicare. Ê un momento delicato e importante. Non bruciarlo con pagine vuote.

Il tuo blog sei tu: parla di te e di cosa sai fare. Il blog vuoto è una pessima carta da giocare come biglietto da visita al momento del lancio.

Ma un numero apprezzabile di articoli, a quanto corrisponde? Anche in questo caso ogni blogger ragiona secondo criteri più o meno personali. Come quantificare allora il numero minimo di articoli da pubblicare?

Pubblica già da subito un numero sufficiente di articoli

Al lancio del tuo blog quanti articoli dovresti avere pubblicati?

La risposta non è sicuramente univoca, e dovresti trovarla nella ricerca dell’equilibrio fra queste due esigenze:

  • Non deludere i nuovi visitatori con pagine vuote di contenuti interessanti o piene zeppe di Lorem ipsum (e qui mi riferisco anche ai contenuti autoreferenziali),
  • Formulare un primo calendario editoriale non troppo striminzito ma nemmeno troppo ampio da demotivarti e allontanare il momento del lancio del blog.

Leggendo sul tema ho trovato molti numeri che tentano di individuare il giusto punto di equilibrio.

Il blogger Francesco Cavello, ad es. suggerisce almeno 5 articoli pubblicati e altrettanti già in bozza e quasi pronti alla pubblicazione.

Infine, sempre secondo Francesco, altri 5 temi forti dovresti averli già in mente e bene definiti per dare forma di lì a poco nuovi articoli. Una sorta di cuscinetto di emergenza che ti impedisce di vedere il vuoto oltre la pubblicazione, e insieme ti spiana la strada a un metodo di lavoro e a una programmazione costante.

Altri pareri, invece, quantificano sulla base del numero di categorie contenute nel blog, assegnando a ciascuna di esse almeno 3-5 articoli, fino a raggiungere il numero complessivo di almeno 30 post.

Un numero, per le mie abitudini di lavoro, un po’ troppo alto, che ho escluso quasi subito. La redazione di 30 articoli avrebbe spinto troppo lontano il momento della pubblicazione. Avevo bisogno di vedere concretamente online qualcosa di mio prima possibile, leggere le statistiche e cercarmi nella SERP.

Quanto tempo mi sarebbe servito per scrivere 30 articoli? Troppo!

Alla fine, per il mio blog e le mie abitudini ho trovato un equilibrio nella combinazione 7+5+10:

  • 7 articoli pubblicati, nelle 3 categorie,
  • 5 articoli quasi pronti in bozza,
  • 10 titoli pronti alla redazione, con contenuti già definiti.

Si tratta di una quantità di articoli che mi permette di spaziare fra molti temi del Copywriting, e offre a lettori e motori di ricerca l’occasione di consultare una discreta base di contenuti.

In ogni caso, qualunque sia il numero di post online che sceglierai, dovrai convincerti per una costanza di pubblicazione nei prossimi mesi e anni, commisurata alle tue possibilità. Solo in questa maniera darai un significato ai tuoi sforzi iniziali.

Si tratta della stessa costanza e abitudine alla pubblicazione che sostiene la seconda scuola di pensiero di cui ti ho accennato sopra: Avviare un blog con un unico articolo che descriva la strada che hai appena iniziato.

Come aprire il blog con un solo articolo introduttivo

Come alternativa alla strategia di debutto appena vista, puoi presentarti al tuo pubblico con un unico testo di presentazione che faccia intendere chiaramente, e già da subito chi sei, come e perché sei partito e dove vuoi andare.

Ti sto parlando del primo tassello della tua strada da blogger che giorno dopo giorno, contenuto dopo contenuto, prenderà forma raccogliendo sempre più lettori e discepoli.

Le persone molto spesso apprezzano maggiormente le storie vissute personalmente da cui trarre motivazioni e ispirazioni, piuttosto che freddi contenuti manualistici. E questa strategia dell’articolo di presentazione può essere un elemento chiave del tuo futuro successo.

È chiaro però che il testo non deve essere scritto bene, ma molto più che bene, e soprattutto deve presentare un contenuto esplosivo, che faccia dimenticare al lettore tutti i tuoi concorrenti.

Se ti presenti dicendo: Faccio il Copywriter, ho fatto questo e quel corso, il mio portfolio è qui, scrivo testi per aziende e seguimi se vuoi vedere che succede, direi che sei allineato con molti altri tuoi concorrenti, che tuttavia possiedono già un blog avviato e ben strutturato.

In altri termini ti metti in una posizione di svantaggio già alla partenza. Svantaggio che dovrai recuperare pubblicando articoli con regolarità, ovvero facendo cosa avresti fatto adottando la prima strategia vista sopra e conquistando nel tempo lettori e Google.

Questa strategia, per funzionare come si deve, richiede due requisiti essenziali:

  • Non devi essere un perfetto sconosciuto (potresti anche non provenire dal Copywriting) e devi possedere una solida rete costruita sui social,
  • Il lancio del blog deve essere supportato da un’adeguata comunicazione su tutti i social in cui sei presente. Magari creando un po’ di aspettativa e curiosità qualche tempo prima della data ufficiale di lancio.

Personalmente ho escluso quasi da subito questa strategia. Perché? Innanzitutto, mi è sembrata eccessivamente autoreferenziale. Poi non possiedo ancora una forte rete di contatti sui social. Infine non ero per niente sicuro di riuscire a suscitare tutto questo interesse nei miei primi lettori e a creare scompiglio fra i miei concorrenti.

Ho preferito allora adottare una posizione più tradizionale, pubblicando una base di contenuti su cui lettori e algoritmi possono trascorrere più tempo possibile. Se entrambi si trovano bene, ho buone probabilità che torneranno a trovarmi portando con sé altri lettori.

A questa strategia ho pensato poi di affiancare una chiave di lettura che fra i miei concorrenti ho visto raramente, basata sulla cronologia di vita dello stesso blog.

Te ne scrivo nel prossimo H2.

Come sta andando il mio blog?

Ho messo insieme le due strategie di cui ti ho parlato prima ed è uscito il seguente schema di lancio del mio blog:

  • Nelle categorie Copywriting e Personal Blogging pubblico almeno 6 articoli. I primi lettori avranno un discreto numero di temi da leggere, e Google avrà occasione di esaminare i miei testi alla ricerca di cose (per lui) interessanti,
  • Nella categoria Personal Blogging, inoltre, pubblico regolarmente i progressi del sito. Successi e insuccessi del blog li riassumerò regolarmente in questa voce di menu, supportando la cronistoria con i dati forniti da Google Analytics.

In questo modo posso contare sia su una struttura fatta di pagine scritte e non soltanto di vuoti menu da riempire nel tempo, e sia sul racconto della mia storia personale strettamente correlata alla mia professione di Copywriter e al mio blog.

Voglio però spiegarmi meglio. Per farlo ti chiedo di concedermi una brevissima parentesi.

Quando con la mia compagna Deborah gestivo una casa vacanza, al momento di assumere un nuovo collaboratore, non appena questi iniziava a elencarci le voci del proprio curriculum, lo interrompevo e gli dicevo: Grazie mille, tutte queste cose affascinanti spero me le racconterai nei prossimi giorni. Ora però non mi interessa cosa hai fatto, mi interessa cosa farai. Ti va di farmi vedere come ti comporti quando arriva un cliente?

Noi non siamo fatti di passato, ma siamo fatti con le vicende del nostro passato.

Tutto ciò che scrivo e scriverò su queste pagine è il risultato di quanto ho appreso nel tempo praticando la scrittura. Però, se ti scrivo su come fare crescere un blog, magari, oltre a leggere, gradisci anche capire se cosa ti dico funziona o no.

Forse non ti è sufficiente dare per certe le mie affermazioni, leggere la mia offerta di servizi e le testimonianze che mi elogiano a fondo pagina, e infine iscriverti alla newsletter per ricevere l’esclusivo ebook con i miei 99 magici consigli per fare esplodere il tuo blog.

Forse vorresti appurare di persona se tutte queste parole e strategie, alla fine, conducono a risultati di segno positivo, e magari a guadagnare una professione e uno stipendio.

E visto che siamo qui, voglio essere sincero con te: Non so con esattezza nemmeno io cosa accadrà da oggi in poi. Le progressioni (e regressioni) le scoprirò poco prima di te, e le pubblicherò regolarmente subito dopo.

Sono sicuro però di una cosa: Questa promessa di condividere con te i risultati del mio blog è un impegno e un vincolo a mettercela tutta per farlo funzionare al meglio possibile.

Aprire un blog è una scommessa, un vincolo e una conquista

Sono stato forse un po’ prolisso. Hai ragione. Ho contravvenuto alla regola principe del Copywriter di levare levare e ancora levare, meno parole utilizzate è sempre meglio di troppe. La piramide rovesciata lascia un po’ a desiderare, le tecniche persuasive cedono il campo all’intrattenimento, gli H2 sicuro un po’ troppo lunghi, e la CTA sarà molto blanda, giusto un accenno.

Ti chiedo scusa, ma per questa occasione mi andava di fare così.

È il mio giorno e ti ho intrattenuto un po’ con le chiacchiere, come si fa di solito alle inaugurazioni. Discorsi leggeri frammisti a temi abbozzati che lasciano intravedere una programmatica imminente.

Ho provato a suggerirti alcune opzioni operative utili se stai pensando di aprire un tuo blog, e ti ho anche detto come ho fatto io e quali ragionamenti mi hanno condotto qui.

Ora che l’ho conclusa, se la rileggo, mi accorgo che questa pagina è molto più rappresentativa di me di quanto lo sia la pagina Dico di me, dove tento di sintetizzare chi sono e cosa faccio nella vita.

Qualunque sia la strategia adottata, nel momento in cui si apre uno spazio virtuale come questo, si diventa un po’ (o si cerca di diventarlo) personaggi pubblici, e come tali siamo tenuti a comportarci.

Nel bene o nel male abbiamo iniziato la creazione del nostro Personal brand.

Nel nostro caso, essere Copywriter ci complica un po’ le cose, perché l’argomento delle nostre trattazioni è il medesimo per cui siamo qui: scriviamo della scrittura e di come utilizzarla al meglio per farci leggere.

Fallire qui sarebbe un doppio fallimento: come scrittore e come blogger.

Ma questo non deve assolutamente demotivarci. Anzi. È il motore per metterci in gioco e scommettere su cosa siamo capaci di fare, per vincolarci a un compito e a un obiettivo ormai pubblico che dobbiamo perseguire e raggiungere a ogni costo (siamo personaggi pubblici, no?).

Metterci nelle condizioni in cui tornare sui nostri passi sarebbe un fallimento. Comprometterci pubblicamente e intimamente (in senso propositivo) con un impegno formale che non può più venire disatteso e nemmeno il semplice oscuramento del sito potrebbe ormai farcelo dimenticare. Distruggere i ponti appena superati per impedirci di tornare indietro.

L’dea che sta facendo uscire le parole che leggi in questo momento, credo sia tutto questo.

Grazie infinite per essere stato con me oggi. La tua presenza è stata davvero speciale.

Non conosco il motivo preciso per il quale sei arrivato qui. Qualunque siano le tue ragioni, se hai già un blog, magari nelle prossime pagine troverai qualcosa che ti può interessare per la tua professione e la tua presenza online. Grazie se le visiterai. Davvero.

Se invece sei indeciso se aprire il tuo blog e magari hai ancora qualche timore, ti dico: Fallo! Documentati per bene dove vuoi, ma fallo! Non perdere altro tempo!

Ecco: questa è la mia prima CTA.

Grazie ancora di tutto e buon Copywriting!

Riccardo

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