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La scrittura online è dei violenti

Ti sei accorto di come le visualizzazioni dei tuoi contenuti sul blog vanno di pari passo con la loro produzione?

Promuovi la tua scrittura online e la tua professione di Copywriter.

Appena desisti un momento, retrocedi di un passo, subito le interazioni crollano.

È la continua esposizione dei contenuti al tuo pubblico che crea in lui consuetudine al tuo stile e alla tua personalità online.

Questa presenza va dunque continuamente rinnovata, riproposta ossessivamente ai tuoi lettori e a chi ti segue distrattamente e che potrebbe trasformarsi in seguace.

Ma c’è di più.

La tua perseverazione, la tua ostinazione a produrre e proporre infiniti contenuti deve correre insieme alla tua aggressività. Alla tua violenza.

Te ne parlo subito in questo articolo. Seguimi.

Perché devi essere aggressivo quando scrivi online?

Forse detto così è brutto da leggere. Lo scrittore magari te lo immagini un animo gentile, quasi ottocentesco. Pallido e vestito di nero, che scrive al lume di candela su un tavolino scassato, senza soldi ma sempre pronto a donarsi agli altri. Magari fra una pagina e l’altra suona pure il violino.

Tutto tranne che violento e aggressivo.

Non so come lo scrittore compare nella tua immaginazione.

Io lo vedo così, ma mi rendo conto che la scrittura su internet sta creando nuove figure professionali che non hanno niente a che vedere con immagini di questo tipo.

Comunque, in qualunque modo appaia lo scrittore che alberga in te, se vuoi trovare la tua strada e tracciare un solco dove muoverti agevolmente fra i tuoi contenuti e i tuoi contatti, devi essere aggressivo nel tuo agire online.

Lasciare opzioni intentate molto spesso ti produce esclusivamente rimpianti.

  • Come ti senti quando vedi un tuo concorrente che ha fatto online una cosa a cui tu avevi pensato, ma che poi non hai messo in atto per timidezza o perché credevi troppo estrema?
  • Oppure quando ha fatto qualcosa che pur non avendola tu pensata, sai che avresti potuto farla altrettanto bene e forse anche meglio?

Ti senti male. Lo so. Ho provato tutto anche io. E continuo a sentirmi così quando leggo contenuti esplosivi, oppure esortazioni a fare, Call to action al limite dell’irriverenza che mi fanno odiare la mia flemma e ammirare la genialità del mio concorrente.

Quando assisti a questi episodi, cosa pensi del tuo collega?

Gli invidi l’intraprendenza, l’aggressività con cui ha affrontato il tema e proposto la discussione sui social o sul proprio blog, generando conversazioni, interesse e sicuro conversioni.

Pensi queste cose, sicuro. E allo stesso tempo ti rendi conto che il suo comportamento è stato apprezzato quasi all’unanimità. Non ha creato i disagi che immaginavi, ma anzi, ha suscitato ammirazione, commenti positivi e generato ottime interazioni.

L’autore ne ha tratto un indiscutibile vantaggio.

In altre parole: ha fatto benissimo a fare ciò che ha fatto.

Quando scrivi non lasciare niente di intentato

La tua presenza online ti costringe a essere aggressivo. A presentare con violenza la tua scrittura persuasiva.

Non hai altra scelta.

Non si tratta di polarizzare le opinioni, sperando di trascinare dalla tua parte chi è d’accordo con te e disgustare chi non lo è. Questa è un’altra cosa, che non sempre ti porta dove volevi arrivare.

Qui ti parlo di un altro atteggiamento, che si può sintetizzare così: Se non ci arrivi tu, a breve ci arriverà qualcun’altro.

Devi sgomitare in una concorrenza sempre più feroce, dove per avanzare sei costretto a scelte sempre più aggressive. Scelte che potrebbero non rientrare fra i tuoi atteggiamenti abituali della vita fisica.

Devi esporti. Comprometterti anche in ambiti che non ti appartengono, con il forte rischio di mostrare parti vulnerabili di te. Insospettabili. Sensibili.

E devi farlo con la consapevolezza che qualcuno potrebbe saperne più di te.

Anzi, sicuramente, lo troverai. Potrebbe metterti in difficoltà. Lo farà. E se non lo farà lui, ci penserà il tuo senso di inadeguatezza a metterti KO.

Eppure devi passare di qui. Devi oltraggiare la tastiera e utilizzare la tua scrittura come mezzo primario per rapire i pensieri dei tuoi lettori e accarezzarli. Non lasciarli andare via più.

Sii violento. Arriva come una folata di vento che spazza in un colpo solo i petali di primavera.

Non lasciare niente di intentato. Da ogni spiraglio lasciato incustodito, un tuo concorrente ci farà un portone. E tu rimarrai indietro per l’ennesima volta a guardare ciò che avresti voluto fare.

Sii aggressivo.

  • Utilizza tutti i canali che hai a disposizione per promuoverti,
  • Cerca collaborazioni,
  • Estendi la tua rete,
  • Genera conversazioni e partecipa a quelle già avviate,
  • Rispondi a tutte le mail che ricevi,
  • Invita ospiti sul tuo blog,
  • Invita a iscriverti alla tua Newsletter,
  • Regala i tuoi ebook e prodotti digitali,
  • Non proporti mai dicendo: ‘Mi piacerebbe fare qualcosa‘. Dì: ‘Voglio fare questo. Ti va di partecipare?’.

Essere aggressivi non significa essere sgradevoli

Spesso si trovano, online.

Sono profili professionali che vogliono apparire leali e privi di fronzoli. Che dicono le cose come stanno anche a costo di essere sgradevoli e crudeli. E per farlo passeggiano spavaldi sulla linea della cafoneria.

Può piacere o meno. A me questo atteggiamento non piace per nulla, e faccio del mio meglio per convincere l’algoritmo di turno a propormeli il meno possibile nel feed che ogni giorno mi cucina con tanta premura.

Ma, come ripeto, è questione di gusti.

Ciò che invece tengo moltissimo a raccontarti è che l’aggressività (nel nostro caso) non è sinonimo di maleducazione.

Puoi evitare il rimpianto di non avere fatto una cosa anche senza essere sgradevole.

Essere aggressivo significa non rimanere indietro. Non stare a guardare cosa fanno i tuoi concorrenti. Non leggere ossessivamente i loro copy, ma agire senza ma e senza perché.

Essere violenti significa agire

subito

ora

Ogni pomeriggio che perdi è un pomeriggio in meno in cui potrai fare ciò che vuoi fare.

Essere violenti significa fare violenza su te stesso per liberarti dall’inerzia. Dal timore di sbagliare. Di essere inadeguato.

La tua strada è segnata da quando hai deciso di lavorare online. Di essere blogger.

Troverai sempre qualcosa o qualcuno pronto a dimostrarti che hai sbagliato. Che non si tirerà indietro per documentare il tuo senso di inadeguatezza.

L’opzione migliore, secondo me, è sempre quella di motivare gentilmente le tue scelte e azioni

Mai alimentare le discussioni. Una replica potrebbe essere poca. Tre sicuramente troppe.

E poi lasciare andare il tuo detrattore per la propria strada. La sua ira troverà sicuro qualche altro fiore su cui posarsi.


Credi possa esserti utile ciò che ti ho raccontato oggi? Spero di sì.

Se ti va, nei commenti, scrivimi come gestisci il rimpianto di non aver fatto qualcosa che hai poi capito doveva essere fatta. Ti leggerò volentieri. Davvero.

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Grazie mille di essere arrivato fino a qui!

Riccardo

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