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Invidiare i copywriter non fa bene alla tua scrittura

Invidiare i copywriter non fa bene alla tua scrittura

L’invidia muove il mondo.

La trovi ovunque tu vada. Si è diffusa in ogni angolo della terra dagli albori della vita, e continuerà a espandersi senza sosta fino a che ci sarà materia vivente.

È presente anche negli animali, e forse anche nelle piante, ma in questi casi la sua gestione è più efficiente rispetto a quanto riesce a fare l’uomo con i propri simili.

L’invidia è presente anche online, nei testi che leggiamo ogni giorno.

Autori e lettori sono mossi dalla stesso disprezzo per ciò che non riescono a raggiungere con le proprie forze.

Perché l’invidia è questo. È il senso del possesso mancato, la percezione di non avere quel qualcosa che farebbe di noi la persona che ci piacerebbe essere, e che invece troviamo in un altro individuo.

L’esatto contrario della gelosia, ovvero il timore di perdere la cosa che fa di noi una persona speciale, e che siamo disposti a difendere anche correndo grandissimi rischi.

Il cattivo scrittore è invidioso e geloso allo stesso tempo.

È invidioso degli autori che legge. I loro lavori li percepisce minacciosi, superiori agli articoli che con grande fatica scrive ogni giorno, senza però mai riuscire a raggiungere il livello qualitativo prefissato.

Si forza ogni giorno di scrivere meglio, di avvicinarsi alla qualità che segretamente ammira, però sempre con scarsissimi risultati.

L’invidia prosciuga l’energia creativa. Pone di fronte agli occhi lenti che distorcono la realtà, la rendono torbida e impalpabile. L’invidioso rumina continuamente desideri di vendetta e distruzione, anche nei confronti di chi nemmeno sa della sua esistenza.

Ma il cattivo scrittore è anche geloso dei propri pezzi e indugia fortemente sul pulsante Pubblica.

Ha i cassetti pieni di parole che rifiuta di condividere. I suoi file sono tesori nascosti sul fondo degli oceani.

Il suo timore più grande è di essere copiato, di perdere la paternità delle proprie creazioni.

Se l’invidioso medita l’annientamento del lavoro altrui, il geloso ambisce alla tumulazione del proprio.

Sono entrambi desideri incompatibili con il lavoro dello scrittore. In realtà lo sono con la vita, ma ora parliamo di scrittura, e questo ci è sufficiente a comprendere la quantità di risorse mentali e fisiche che entrambi gli atteggiamenti assorbono a chi li mette all’opera.

Non sarai mai primo, sicuro

Lascia l’invidia ad altri. Troverai sempre qualcuno migliore di te, anche quando sarai convinto di essere il migliore sulla piazza.

Ti volterai, e al tuo fianco troverai chi non ti saresti mai aspettato, pronto a riscuotere i consensi che preventivavi destinati a te e ai tuoi lavori.

Essere primi non è umano. Lo è invece credere di essere secondi, che qualcuno sia più in alto di noi.

Desiderare essere primi, invece, è uno stile di vita, che convince sia chi lo mette in atto, sia chi osserva tale atteggiamento.

Scrivi come se fossi l’unico scrittore sulla terra. Scrivi come se tutti i lettori del pianeta terra fossero qui per te ora.

Vincerai invidia e gelosia. Non avrai nessuno a cui augurare la distruzione, e nessuno a cui negare le tue parole.

Perché continui a citare?

Ogni tanto, rifiuta il maledetto suggerimento che trovi ovunque a proposito della creazione di contenuti. Ti consigliano di citare le fonti delle affermazioni che stai facendo.

La SEO ringrazia, che in questo modo ti riconosce autorevole. I lettori esultano che ti leggono attendibile. Entrambi ti esortano a puntellare continuamente la tua reputazione con le parole di altri, con i concetti ruminati da altri autori, evidenziandoli per bene con caratteri corsivi, grassetti e campi a sfondo colorato.

Ma la tua voce dove risiede? Non puoi limitarti a essere un assemblatore di voci altrui, un grande tifoso di pensieri estranei. Ciascuno possiede la propria visione della vita, tu hai la tua.

Inizia a scrivere citando solo te stesso. Sei tu la fonte di ciò che sostieni. Hai elaborato tu stesso i tuoi pensieri, e ora li esponi con il tuo stile esplosivo. Lascia che siano gli altri a citarti.

Non hai niente da invidiare a nessuno, e ancora meno devi invidiare la genialità di qualcuno fingendo di ammirarla dietro una noiosa citazione fatta per compiacere Google.

Cercare di imitare qualcuno non migliorerà sicuro le tue capacità creative. Nemmeno corroderti di invidia l’anima durante la lettura dei post che apprezzi, ti aiuterà in questo senso.

Procurati un grande lenzuolo bianco, e usalo per coprire tutto ciò che vedi. Alla fine sono davvero pochi gli autori che hanno qualcosa da dire.

Tutto il resto è il già detto.

Ecco, il tuo compito è rimanere fuori da questo recinto del già detto, scrivendo senza invidia e pubblicando senza gelosia.

I tuoi lettori ringrazieranno. Le tue arterie, pure.


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