
Le Call To Action sono una vera rottura.
Sia da scrivere che da leggere.
Meglio proporle in apertura, meglio ancora trasfigurarle in titoli, così non ci si pensa più e si sta tutti più tranquilli.
Tu scrivi sereno come un bimbo alle prese con un Lego, e chi ti legge non ha il pensiero della conclusione scaduta come uno yogurt di 9 mesi fa.
Le CTA sono una vera fissazione. Ti fanno mettere in dubbio 2500 anni di riflessioni filosofiche sul libero arbitrio. La filosofia della mente va a farsi benedire. Migliaia di studi clinici in neuroscienze sui lobi frontali ridotti a carta da macero, con un lettore dipinto come misero esecutore di un comando finale, formulato pure male.
I casi sono due: o sei insicuro di ciò che hai scritto fino a poco prima, non lo ritieni abbastanza convincente, e butti l’ultima esca nella speranza che qualcuno clicchi entusiasta. Come in certi messaggi privati, dove sono felici di averti incontrato, ma come sei bello, ma come sei forte, ecc. ecc., e alla fine ti propongono senza pudore la merce.
Oppure, caso 2, dai per certa la lobotomia del lettore.
Oppure ancora, caso 3, scrivi la CTA perché così si fa. Amen.
Ora, dimmi la verità.
Quante volte hai acquistato un corso, una serie TV, prenotato un soggiorno, ti sei iscritto a una newsletter o a qualunque altra distrazione di massa, perché al fondo c’era scritto ‘Clicca qui, vedrai ti piacerà’?
Io non l’ho mai fatto. Leggo, mi documento, passo oltre oppure vado direttamente all’acquisto. La CTA nemmeno la leggo. So benissimo cosa fare del mio tempo e del mio denaro, anche senza i suggerimenti di uno sconosciuto.
Non credi che anche tutti gli altri utenti possiedano questa meravigliosa facoltà decisionale?
Io credo di sì. Per questa ragione non uso mai la CTA.
Ho una grande fiducia nelle facoltà di scelta del lettore, nelle sue capacità di discriminare ciò che è utile da ciò che non lo è, soprattutto dopo anni di iperalimentazione a base di CTA.
Do per comprovato che sappia riconoscere, anche solo intuitivamente, la presenza umana all’interno di un testo e l’intervento di un’Intelligenza Artificiale in un altro. Altrimenti non mi sbatterei ogni giorno a scrivere parole autentiche e memorabili, ma darei il via a qualche AI e me ne andrei a spasso col cane.
Cosa dovrei chiederti ora? Forse, cosa ne pensi di tutto questo?
L’ho già fatto nel titolo. Visto che comodità?
Sono sicuro che avrai qualcosa da dire sul tema, in un senso o nell’altro.
Le CTA sono imperativi che non ammettono vie intermedie. O le difendi come figlioli in pericolo di vita o le abbatti come cimici nelle lenzuola.
Una via di mezzo, però, esiste. Le CTA possono trovare un impiego molto efficace, su blog e social, quando sei consapevole che il tuo post non è abbastanza forte da ispirare il lettore.
Cosa scrivere nella CTA
Le persone sono pigre.
O forse hanno soltanto poco tempo da dedicare a te e a sé stesse.
Hanno bisogno della pappa pronta, e di qualcuno che gliela cucini, soprattutto quando è il momento di commentare.
Potrebbero avere l’esigenza di scrivere qualcosa sotto i tuoi post per ragioni di visibilità, per contraccambiare una cortesia ricevuta. Potrebbero avere piacere a farlo per semplice amicizia.
Oggi però il tuo post, sei consapevole, non è abbastanza forte da ispirare facili riflessioni, e rischia di morire di solitudine.
Un invito troppo generico del tipo, Aspetto i tuoi commenti, Cosa ne pensi? li lascerebbe inebetiti di fronte al loro stesso vuoto mentale, mentre il dito ha già preso a scorrere oltre.
Occasione persa.
Qui, una CTA che suggerisca la strada da prendere per scrivere un commento è un’ottima opzione per rallegrarti la mattinata.
Proponi un commento precompilato, dove ci sia poco da ragionare, ma solo campi vuoti da riempire. Lo faranno volentieri, veloci e senza grande sforzo.
E tu? Come ci rimani quando alla sera ti accorgi che nessuno ancora ha commentato il tuo post?
Quali momenti della giornata dedichi a commentare i post che leggi?
Come gestisci il tempo con i commenti sulle piattaforme che frequenti?
Non saranno interventi genuini, di grande spessore, ma se è la loro quantità che ti interessa, questa è una maniera economica e semplice per ottenere qualche spicciolo.
L’alternativa è scrivere un post che ispiri, che stimoli a bomba le libere e personali riflessioni, e allora buonanotte alla CTA.
E poi, ti prego, finiscila di elemosinare like come un senzatetto.
Dopo 25 anni di social, credi davvero esista qualcuno che non abbia ancora compreso cosa significhi il pollice blu e le sue implicazioni per chi lo riceve?
Abbi fiducia in chi ti legge.
Il tuo lettore è più intelligente di quanto tu creda.
Se ti è piaciuto questo articolo, apprezzerai ancora di più il mio Buongiorno Blogger! della domenica mattina. Parlo di scrittura, di come la scrittura può cambiarti la vita, e anche un po’ di vita.



