Riccardo Valle Copy & Blog

Sono sempre sinceri i complimenti che ricevi ai tuoi post?

Sono sempre sinceri i complimenti che ricevi ai tuoi post pubblicati sui social, LinkedIn?
I commenti hanno sempre un fondo di verità.

Voglio credere che lo siano.

Non ho buone ragioni per sostenere che qualcuno mi scriva cose belle senza credere veramente in ciò che scrive.

Mi sto riferendo ai commenti ai nostri post che riceviamo ogni giorno sulle piattaforme.

Va fatta comunque un’importante distinzione fra complimenti pubblici e complimenti privati.

Sui primi, quelli appesi ai contenuti, che tutti possono leggere, potrei nutrire qualche piccola riserva sulla loro genuinità.

Non c’è nulla di male nel complimentarsi per un post, o per qualche concetto in esso contenuto, anche se non ci ha fatto davvero saltare sulla sedia leggendolo.

Abbiamo sostenuto un nostro amico e collega con qualche parola garbata, magari ricambiando la stessa cortesia che lui ci aveva fatto qualche giorno prima.

Che male c’è? È soltanto una questione di quantità. Forse abbiamo soltanto esagerato un goccino con gli aggettivi. Ma sicuro ripristineremo l’equilibrio commentando in tutta sincerità il suo prossimo post che sarà davvero da urlo.

Sono comunque convinto che un fondo di sincerità sia sempre presente nei complimenti che riceviamo.

Ho qualche dubbio per i messaggi provenienti da profili spuntati dal nulla, che si limitano a esprimere meccanicamente un bel giudizio, giusto per comparire nel mucchio e ottenere visibilità.

Tolti questi casi estremi, tutto il resto, io lo considero sempre genuino, da apprezzare e da ricambiare nelle stesse modalità.

Per i complimenti che riceviamo in privato, non voglio credere assolutamente vengano fatti per fini diversi da quelli per cui sono fatti.

Ho difficoltà a credere che qualcuno, che magari conosciamo anche poco, decida di utilizzare il proprio tempo per scriverci e parlare bene del nostro lavoro, senza l’aspettativa di ottenere qualcosa in cambio, se non un grazie come risposta.

Per mia natura, cerco di evitare come la peste ogni genere di polemica, e quando una cosa non mi piace o non la condivido, preferisco tacere piuttosto che tenere la linea occupata con opinioni e puntualizzazioni fini a sé stesse che so già in anticipo non porteranno nulla a nessuno.

È altrettanto vero che non è sostenibile rispondere a tutti i post che mi piacciono, e una loro selezione diventa conveniente. In genere do la priorità ai profili con cui ho maggiore affinità.

La mia assenza di commento, non significa che non ho apprezzato, ma magari semplicemente che sto cercando di distribuire equamente le mie risorse un po’ a tutti gli amici nell’arco della settimana.

In questo caso le reazioni svolgono il loro grande compito di mostrare la mia presenza anche senza parole.

È un punto molto controverso questo, ma un cuore o un applauso è meglio di nulla, soprattutto se sono rivolti a chi ci conosce abbastanza bene.

Gli amici ci accettano sempre. Non ci chiedono mai dove siamo stati e con chi abbiamo parlato.

Ecco. Tutto qui.

Con questo post, non voglio apportare nessun contenuto di valore.

Ti ho soltanto raccontato come interpreto i commenti che leggo ogni giorno sotto i miei post, e a quelli dei profili a cui tengo.

Tu come percepisci i commenti che ricevi dai tuoi lettori?


Se ti è piaciuto questo articolo, apprezzerai ancora di più il mio Buongiorno Blogger! della domenica mattina. Parlo di scrittura, di come la scrittura può cambiarti la vita, e anche un po’ di vita.

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