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Accenti sbagliati? Ecco Come correggere gli errori nella scrittura dei tuoi post blog

Perché scrivi Perchè?

Accenti sbagliati? Ecco Come correggere gli errori nella scrittura dei tuoi post blog
Come segnare i giusti accenti nei tuoi post blog

Se nella frase appena letta hai notato una differenza importante, allora puoi abbandonare questo articolo e dedicarti ad altro.

La sua lettura non ti servirà a nulla. Conosci già le chiavi della persuasione.

Se invece quando leggi Perchè non ti fai mille domande sul Copywriter persuasivo che l’ha scritto, non sei aggredito da un senso di sdegno, allora ti suggerisco di andare fino al fondo di questo articolo e cercare di memorizzare una volta per tutte un paio di regolette davvero basilari.

Niente di complicato, promesso. Saranno cose molto semplici, che però ti faranno fare un figurone quando scriverai il prossimo post sul tuo blog o sui social.

In realtà, niente di più di quanto ci si aspetterebbe da un Web writer persuasivo.

Ma nel panorama complessivo online dove, almeno nel 50% dei contenuti pubblicati, gli accenti grafici sono sparsi a caso sulle parole come cacio sui maccheroni, l’utilizzo dell’accentazione corretta fa sempre la sua figura.

Pronto allora? Seguimi, non te ne pentirai.

Gli accenti sulle parole non sono vizi

Immagina:

Sei in un negozio di elettronica e il commesso inizia a raccontarti dei migliori smartphone per invogliarti al loro acquisto.

Parla. Pure molto. Forse troppo. Si atteggia a grande esperto nel proprio settore. Ma tu che non sei arrivato lì con la piena del fiume, e conosci l’argomento, ti accorgi che di tanto in tanto sbaglia qualcosa.

Un dettaglio. Omette una caratteristica importante del tuo futuro telefono. Afferra con grande sicumera un aggeggio elettronico e con mani esperte lo manipola decantandone virtù e miracoli, scegliendo espressioni da un bagaglio lessicale approssimativo, vulnerabile a ogni critica, da scuola elementare. Da penna rossa.

Hai immaginato?

Bravissimo. Ora trasferisci la stessa dinamica all’interno della tua professione di Web writer.

Alla scuola elementare ci hanno insegnato ad applicare un generico accento a barchetta sull’ultima sillaba delle parole che lo richiedono.

Questa modalità indifferenziata può essere sufficiente, per un bimbo che da poche ore ha iniziato a prendere confidenza con la parola scritta.

Ma per un Copywriter persuasivo, che progetta Funnel di vendita, che vuole avviare trasformazioni nella Buyer personas, che scrive Call to action esplosive, che mangia SEO a colazione, che assicura il cliente di riuscire a convertire da urlo, che pubblica il proprio sito-blog e nella Pagina About si racconta deciso, positivo e leader del mercato, ecco, davvero, l’accento a barchetta della seconda elementare non è più sufficiente.

Hai bisogno di qualcosa di più.

I tuoi strumenti di lavoro sono le parole, e non puoi tradirle. A partire dall’uso scorretto degli accenti, che fanno parte del tuo corredo professionale. Al pari dell’ortografia, della sintassi e dello stile.

Con quale accento si scrive Perché?

Perché si scrive con l’accento acuto, quello dal basso verso l’alto (/) perché la e finale è pronunciata chiusa.

L’Accademia della Crusca è molto più persuasiva di me: In genere, quando si scrive, non si fa attenzione al tipo di accento, e lo si segna come un trattino obliquo da appoggiare distrattamente sulla vocale finale.

Ma l’uso corretto degli accenti non prevede distrazioni. Con l’accento acuto (/) si indica la e chiusa di perché. Con l’accento grave (\) si indica la e aperta di caffè

Lo stesso accento acuto (/), prosegue l’Accademia della Crusca, correda tutte le e chiuse finali delle seguenti parole di uso comune:

affinché, benché, cosicché, finché, giacché, né, nonché, perché, poiché, purché, sé (quando è pronome: “Marco pensa solo a sé”), sicché, ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.). Infine, le terze persone singolari del passato remoto di verbi come battere, potere, ripetere, ecc.: batté, poté, ripeté, ecc.

In tutti gli altri casi, l’accento sulla e finale è grave, dall’alto al basso (\): è (terza persona presente indicativo), tè, cioè, caffè.

4 validi motivi per scegliere gli accenti corretti per i tuoi post

Gli accenti non sono scelte tue. Non sono nemmeno tue esigenze, che sei autorizzato a illustrare in maniera casuale nei tuoi testi.

L’accentazione è un’esigenza delle parole che utilizzi. Di nessun altro.

La Treccani ricorda che nell’italiano contemporaneo, l’accento grafico è obbligatorio soltanto in pochi casi:

  1. Nelle parole con l’accento sulla ultima sillaba (tronche): però, virtù, carità.
  2. Nei monosillabi che potrebbero essere per errore pronunciati come bisillabi: più, ciò, già, giù.
  3. Nei monosillabi che vanno distinti da parole omonime: (verbo) / da (preposizione), (pronome) / se (congiunzione).

Nella pagina dell’Accademia della Crusca trovi un elenco di queste ultime parole con le indicazioni. Salvala fra le cose digitali più sacre che conservi.

E visto che siamo arrivati qui, non riesco a trattenermi dallo scrivere due righe sul PO.

Questa particella, a parte che con l’omonimo fiume, non può venire confusa con nessuna altra parola.

L’accento su PO è pertanto una misura squisitamente arbitraria di chi scrive.

Mettere sul PO un bell’accento a barchetta, non serve proprio a niente per 2 motivi:

  1. Non devi distinguere la parola da altre omonime,
  2. PO è il troncamento della parola POCO, quindi richiede apostrofo: UN PO’.

Apostrofo, ok?

Ah, hai ragione. L’H2 annunciava 4 motivi per non sbagliare l’accentazione delle parole dei tuoi articoli e social post.

Le promesse enunciate nei titoli vanno mantenute. Una delle prime regole dl Copywriter.

Ecco allora il quarto validissimo motivo per fare distinzione fra accenti acuti, accenti gravi e apostrofi.

  • Se sbagli gli accenti nei tuoi testi, oppure
  • se li usi in maniera indistinta all’interno dello stesso contenuto, oppure
  • se li segni più o meno correttamente nella caption di Instagram e poi perdi un pomeriggio a creare un carosello dove in primo piano esibisci un ottimo Perchè o un meraviglioso Cioé,

ecco, in ciascuno dei 3 casi, non ci farai una bella figura.

Mostrerai di non conoscere le regole basilari della lingua italiana che professi di utilizzare in maniera strategica, innanzitutto.

Subito dopo, i tuoi lettori, e peggio ancora i tuoi potenziali clienti inizieranno a credere che la tua professionalità non sia adatta alle loro esigenze (informative e professionali) perché non sei attento ai dettagli.

E tu sai quanto i dettagli possano essere importanti per un Personal brand.

Visto? In conclusione si tratta di non più di 2/3 cose da ricordare, che però possono fare la differenza. Offrire un’immagine di te coerente e in grado di padroneggiare gli strumenti linguistici propri della tua professione di Web writer.

Ma se l’abitudine è più forte della tua volontà, se la pressione dei clienti è intensa e ti costringe a scrivere di getto trascurando revisioni e dettagli (ti prego, dimmi che non lavori così!) allora la tecnologia può venire in tuo soccorso.

Come diventare un Copywriter di successo con il correttore ortografico

La tecnologia è lì. Pronta. A buon mercato. Molto spesso gratuita.

Perché non utilizzarla? invece di perdere tempo a testarla con ChatGPT, somministrandole ridicoli indovinelli trabocchetto, dove sai benissimo che cadrà come una pera secca, e poi postare trionfante sui social le infantili risposte restituite dall’IA, magari scrivendo i post bistrattando accenti e apostrofi?

Qualsiasi editor di testo è equipaggiato di un correttore ortografico e grammaticale.

È sufficiente attivarlo dalle impostazioni e non spegnerlo mai più. Ogni parola non digitata correttamente verrà sottolineata in rosso.

Se usi WordPress, il CMS potrebbe deluderti per l’assenza di correttore ortografico. Esistono alcuni plug-in che possono risanare questa lacuna.

Io ho optato per una soluzione più completa con LanguageTool. Tutto ciò che digiterai all’interno del browser su cui hai scaricato la sua estensione, verrà esaminato, e se non corretto, segnalato.

Per ogni parola sbagliata, l’applicazione ti suggerisce le opzioni corrette più probabili, e se fai doppio clic su una qualunque parola ti fornisce pure i suoi sinonimi. Tutto gratis.

Insomma, un vero prodigio di tecnologia. E tutto già disponibile a chiunque da almeno 25 anni! (parlo dei correttori ortografici in genere).

Eppure, chissà per quale ragione, è utilizzata distrattamente anche da chi dovrebbe farne uno strumento di lavoro FONDAMENTALE.


Ti è piaciuto l’articolo? Spero di sì.

Mi rendo conto di essere stato eccessivamente sarcastico in alcuni tratti. Ti chiedo scusa, ma quando vedo un accento fuori posto, davvero, non rispondo più di me.

È così anche per te? Ti indigni davanti a queste oscenità grafiche? Scrivilo qui sotto, ti aspetto!

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Grazie di essere stato qui. Grazie mille!

Riccardo

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