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Questo è il tipo di scrittore che non voglio diventare

Come distinguere l'attività di marketing da quella di creatore di contenuti?
Sai tenere separate l’attività di marketing, da quella di creatore di contenuti?

Molto spesso leggo autori super interessanti. Li seguo, li commento, li invidio.

Medito i loro concetti, e segretamente, nel buio della mia scrivania notturna, tento di farli miei, cerco di immergerli nella mia narrazione diurna, sperando che nessuno si accorga dell’inganno.

Mi chiedo come facciano a scrivere quelle cose, dove trovino la scioltezza lessicale da fare apparire semplici teorie complesse. Dove trovino ogni giorno la freschezza per sfornare contenuti nuovi e fulminanti.

Poi… poi… improvvisamente cambia la musica. Ma il cambiamento è preceduto immancabilmente da un altro cambiamento.

Il seguito aumenta, i lettori si fanno più pressanti e attenti, c’è un instancabile aumento dell’interesse nei confronti dell’autore.

In altre parole: sta avendo successo. I suoi sforzi e il suo impegno stanno incrociando il giusto e meritato riscontro da parte del pubblico a cui erano rivolti.

E qui accade una cosa bruttissima. Non sempre accade, ma molto spesso la osservo.

Lui cambia registro. Sforna il suo libro, il suo corso, inizia a venderli e si fa noiosissimo.

Continua a ripetere le stesse cose, impreziosendole con ripetuti inviti all’acquisto e numeri a conferma dei trionfi.

La sua capacità di innovazione sparita in un solo colpo. Come finita chissà dove.

Ha smesso di raccontare. Si limita a recitare il suo antico copione.

I concetti che mi avevano ammaliato nei mesi precedenti, diventano semplici supporti da vetrina per il libro (tipo quelli in plastica grigia e forma di L).

E io mi sento tradito, perché mi rendo conto che nel buio della sua scrivania notturna, ha creato una narrazione geniale per agganciarmi, per farmi desiderare essere come lui. E ora che è riuscito in questa impresa mirabolante, ne intraprende una nuova. Mi propina un corso per imparare ad ammaliare le persone con le parole, e poi vendere un corso in cui spiegherò a mia volta tutta questa iperrealistica storia ipnotica.

Mi ha usato.

A questo punto cambio canale – unsubscribe – smetti di seguire, e mi diventa anche semplice, perché all’improvviso non lo invidio più. Le sue parole sono il ricordo di un’eco lontano, che mi lascia un po’ deluso, ma nemmeno più di tanto.

Di lui mi rimane l’espressione della sua postuma capacità di scrivere. Di questo non posso che essergliene riconoscente. Molto di ciò che scrivo, del mio modo di espormi, lo devo al suo esempio discreto, che nel tempo ho assimilato e disciolto nel mio.

Ma non c’è più niente da fare. I suoi post hanno la stessa forza di un articolo sul cartongesso.

Fine dell’amore. Non credo per mia responsabilità.

Ecco, ti dicevo nel titolo di questo post, questo è il tipo di scrittore in cui non voglio assolutamente trasformarmi.


Se ti è piaciuto questo articolo, apprezzerai ancora di più il mio Buongiorno Blogger! della domenica mattina. Parlo di scrittura, di come la scrittura può cambiarti la vita, e anche un po’ di vita.

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