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Come copiare senza essere accusati di plagio

Mi piaceva molto la fotografia. Mi piace ancora.

Come copiare senza essere accusati di plagio.
Hai letto una cosa che ti è piaciuta? Come puoi utilizzarla in un tuo contenuto?

Ciò che sto per raccontarti ci porta a quando la fotografia era il risultato di una combinazione fra i valori di esposimetro, diaframma e otturatore.

Si faceva a gara a chi aveva la macchina fotografica meno automatizzata. Maggiore era il numero di manovre necessarie per ottenere l’immagine, e più l’autore era uno tosto.

Così mi specializzai nella manipolazione di ghiere per la messa a fuoco e nelle interpretazioni esposimetriche.

Un giorno riuscii a ottenere un’inquadratura davvero da urlo. La stampai in bianco e nero, e per renderla ancora più drammatica, scelsi una carta a grana grossa, che mi facesse tornare in mente i reportage di Robert Capa, ogni volta che l’avessi ammirata.

Volevo anche mi ricordasse gli scatti di Ansel Adams, con vista su quei paesaggi pieni d’ossigeno che mi incantavano.

Insomma, un capolavoro dei capolavori, secondo il me di quei tempi.

Se lo guardo ora, uno scatto fra i tanti, forse costruito con un po’ più di attenzione, niente più. Ma mi valse comunque una buona posizione quando lo presentai a un concorso fotografico.

Poteva arrivare primo, come mi disse il presidente della giuria. Finì, invece, fuori zona medaglia per un dettaglio che al momento dello scatto mi sembrava trascurabile, mentre avrei dovuto considerarlo essenziale per la buona riuscita dell’opera.

L’orizzonte.

La mia passione per le scene drammatiche mi aveva condotto a inclinare la macchina di alcuni gradi, non sufficienti però a convincere la giuria che quel gesto fosse davvero ricercato da me. Lo considerarono, invece, un grossolano errore di inquadratura.

Se volevo rendere l’idea di un orizzonte inclinato, avrei dovuto esagerare, fare uscire un suo estremo dall’angolo superiore dello scatto. Come l’immagine congelata in diretta di un violento terremoto.

Invece, cosa avevo fatto? Mi ero concesso una timida piega, che chi guardava avrebbe potuto interpretare come una disattenzione del fotografo. Come un clic fatto con un piede su un sasso.

Giudizio? Ottimo soggetto, superba inquadratura, eccellente esposizione, stampa sublime, ma quell’orizzonte non si poteva davvero guardare.

Risultato? Quarto.

Quando copi, esagera. Non nascondere la mano

Questo aneddoto è per dirti che quando incroci su internet un concetto che ti piace moltissimo, e ti sembra adatto a un contenuto che vorresti scrivere, non copiarlo per poi nasconderti subito dopo, nella speranza che nessuno si accorga del reato che hai commesso.

Quel concetto estraneo a te, immerso nel tuo testo, anche se mimetizzato, a qualcuno potrebbe risuonare familiare, e rivelare la sua vera origine.

Gli scrittori sono attenti, proprio come te che scrivi. Leggono i contenuti dei colleghi e concorrenti, e se incrociano cose proprie nei tuoi articoli, le riconoscono sicuro, anche se hai fatto del tuo meglio per personalizzarle e farle tue.

Tu non sei il più furbo di tutti. Qualcuno potrebbe venire presto a cercarti, magari anche pubblicamente, e lì non ci farai una bella figura. Garantito.

Non inclinare la camera di qualche grado appena, facendo capire e non capire, introducendo l’argomentazione come fosse roba tua.

Il plagio è una pessima reputazione per chi crea.

Dai allora una bella inclinazione alla questione. Scuoti dalle fondamenta l’atto del copiare e ammetti apertamente di averlo compiuto.

Dichiara nel tuo articolo, senza mezzi termini, che hai letto una cosa che ti è piaciuta, e hai trovato interessante inserirla nella tua argomentazione.

L’azione potrebbe essere anche confusa con la citazione. Ma qui ti sto proponendo un’azione più radicale: non ti dico di corredare il tuo articolo con le frasi di altri autori.

Ti propongo di copiare le idee, e utilizzarle pubblicamente come fossero tue. Esattamente l’opposto di come avresti fatto rubandole per poi nascondere il ctrl-C.

Come copiare senza essere accusato di plagio?

Hai trovato un’idea da urlo che ti piace e che vuoi utilizzare nel tuo prossimo articolo?

Copiala, lavorala, falla tua e confeziona il tuo contenuto.

Quando è pronto, prepara un messaggio privato da inviare al proprietario dell’idea.

Gli esprimi la tua gratitudine per averti ispirato il contenuto, e gli indichi dove e quando può trovare il tuo lavoro

Chiarisci bene il fatto che hai adottato la sua splendida idea, e che per ringraziarlo ancora meglio, lo menzionerai nel tuo articolo, con tanto di link.

Se stai operando su un social, puoi estendere la gratitudine anche nei commenti pubblici, sul tuo profilo e direttamente sul suo.

Credi che qualche autore rifiuterà una lusinga di questa portata?

Se hai avuto esperienze di qualcuno che si è opposto o che si opporrà, ti prego, scrivilo qui sotto nei commenti.

Quali vantaggi ottieni quando copi nei tuoi contenuti

Dichiarando pubblicamente che hai utilizzato un concetto altrui, riconoscendone la paternità, e soprattutto, comunicandolo direttamente al proprietario, eviti la bruttissima nomea di copista.

Reputazione mal vista sia da lettori che da algoritmi.

Ma non hai solo questo vantaggio,

  • Hai anche scritto un contenuto più approfondito e convincente,
  • Hai conosciuto un autore che potrebbe entrare a fare parte della tua rete professionale, e con cui potrebbero nascere nuove collaborazioni,
  • Hai innescato il meccanismo delle condivisioni, perché molto probabilmente l’altro autore condividerà il tuo articolo sui propri profili,
  • Ti sei mostrato gentile e con una valida reputazione,
  • Hai mostrato di essere pronto ad apprendere da altri in qualunque momento, riconoscendone il loro valore,
  • Ti sei dimostrato disponibile al cambiamento di opinione e non relegato nelle tue convinzioni,
  • Potresti essere ricambiato dall’altro autore con citazioni e backlink,
  • Potresti venire a tua volta copiato nelle stesse modalità,
  • Diventi un punto di riferimento per i tuoi lettori che cercano cose utili sulle tematiche che tratti.

Infine, dico una cosa un po’ opportunistica, ma ogni tanto fa anche bene farlo. Del resto, se qualcuno ti copiasse, avrebbe lo stesso vantaggio che hai ottenuto tu.

Al lettore, alla fine, importa davvero poco dell’origine di ciò che sta leggendo. Se un’idea è buona, è di proprietà dell’ultimo autore che la riporta.

Pensieri finali

Copiare è male.

Riconoscere il valore di un’idea altrui, e studiarne ulteriori sviluppi, fa parte del processo del sapere umano.

Nessuno mai si rifiuterà di darti l’autorizzazione a riportare la sua idea, o ti dirà che non dovevi permetterti di farlo.

Saranno sempre tutti entusiasti della collaborazione, e ti ringrazieranno per averla proposta.

Se esageri, passi automaticamente nella zona del lecito.

I timidi tentativi di plagio, che sommessi tentano di celare i contenuti originali, saranno sempre visti come sotterfugi sgraditi e spesso inaccettabili.


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