
Lo prometti a te stesso. Solennemente.
Lo appunti pure, per essere davvero sicuro della cosa di cui ti stai convincendo.
Lo dichiari pubblicamente.
Parti deciso, Primo giorno, due, tre, quattro. Reggi gloriosamente, mentre soddisfatto ti guardi intorno. Poi negli ingranaggi entra un granello di sabbia, e il meccanismo si inceppa.
Il quinto giorno non esiste. Ma tanto domani è sabato, e nei festivi non si pubblica. Lunedì riparto ostinato.
Ma sono soltanto scuse.
La vita è fatta di docce, figli da accompagnare e da riprendere, pizze da scongelare, lavori da rimandare, vicini da mandare e debiti da ricomporre.
Qualcosa ti sfugge sempre fra le dita del giorno. La notte sogni di scrivere contenuti da strappare la faccia a ciascuno, mentre le luci del mattino ti ritrovano con un impasto di idee ancora da lievitare.
Lo appoggi accanto al calorifero, al caldo propedeutico, e non ti accorgi delle correnti d’aria fredda che avvolgono la coperta con cui lo stai riparando.
Ottieni un preparato grumoso, una lievitazione discontinua, a blocchi, ricca di forellini acuti come commenti, variegata e adatta a molte preparazioni, anziché alla sola pasta pubblicata del mattino.
E su quel cappuccino e brioche mancato hai l’illuminazione.
Il segreto non è pubblicare ogni giorno.
Il segreto è essere presente ogni giorno.
Se oggi non hai un contenuto pronto, scendi in piazza ugualmente con il giornale sotto braccio.
Passeggia, guarda cosa hanno sfornato gli altri e commentali con lo stesso entusiasmo con cui rispondi ai commenti che ti scrivono quando vai virale e non stai nella pelle a fissare il contatore delle visualizzazioni.
Il gioco è lo stesso.
Commenti e interazioni non sono passatempi. Sono la forma comunitaria dei tuoi contenuti.
Se ti è piaciuto questo articolo, apprezzerai ancora di più il mio Buongiorno Blogger! della domenica mattina. Parlo di scrittura, di come la scrittura può cambiarti la vita, e anche un po’ di vita.



